Il presidente Crocetta: ”La vecchia classe dirigente dovrebbe suicidarsi”

PALERMO – Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, annuncia  il suo ”Pacchetto tsunami” e dice: ”La fantasia di questa casta supera ogni immaginazione. La vecchia classe dirigente dovrebbe suicidarsi”. Il ”Pacchetto tsunami’ di Crocetta è un programma tagliato con l’accetta e iscritto nell’agenda delle cose da fare. Sarà in molti casi l’Ars a dire l’ultima parola. Ma il governatore tira dritto sulla rotta della sua ‘rivoluzione’. Dalle Province alla Formazione, dagli enti alle partecipate, niente viene lasciato indenne in omaggio all’annuncio presidenziale, “sono più grillino dei grillini”.
Inizio di conferenza stampa col botto, Crocetta si presenta a Palazzo d’Orleans con un cerchio per scherzare sul cosiddetto ‘cerchio magico’. L’assemblea di coloro che sarebbero vicini al cuore agli interessi del governatore. Subito un annuncio: “ Abbiamo trasferito dalla Segreteria generale Franco Schillaci, il genero del capofamiglia di Villabate Mandalá. Si occupava da vent’anni di Fondi strutturali”. In pieno stile antimafia d’assalto.
Poi, il resto dei provvedimenti in cantiere. Il titolo non lascia dubbi: “Ieri sera abbiamo vagliato un ‘pacchetto Tsunami’ – spiega il governatore -. Non solo la riforma delle Province con la creazione di liberi Consorzi (popolazione di almeno 150mila abitanti). Gli attuali capoluoghi di Provincia resteranno comuni capofila del consorzio. In termini di budget significa che una serie di competenze vengono trasferiti ai Comuni e alla Regione. Il personale verrà trasferito, oltre che ai Consorzi anche a Comuni e Regione. Questa riforma dovrà essere accompagnato da quelle dei rifiuti e dell’acqua”.
Un altro passaggio: “Abbiamo anche istituito il Fondo contro la povertà e l’emarginazione e il salario di sussistenza. Il Fondo contro la povertà verrà dato alle famiglie sotto il livello di povertà, cioè cinquemila euro all’anno. Nessuna famiglia potrà avere meno di cinquemila euro. Abbiamo trovato per questo venti milioni”. Il risparmio sulle partecipate, l’abolizione degli Iacp e dell’Ircac: gli altri piatti forti di un menu piccante. Le economie non sono mai troppe e non risparmiano illustri inquilini di Palazzo d’Orleans o prestigiosi enti: “Abbiamo abrogato il milione di euro di contributo al Cerisdi. E poi avevamo gli uccelli in affitto per cinquecentomila euro l’anno, gestiti dalla famiglia Lauricella. La fantasia di questa casta supera ogni immaginazione. La vecchia classe dirigente dovrebbe suicidarsi”.
Le forbici non si fermano. Niente nuovi corsi di formazione, basta con gli stipendi d’oro. Il finale è dedicato alla politica e alla tenuta della maggioranza dopo gli strali di D’Alia, plenipotenziario Udc: “D’Alia è critico sulle Province? Non lo capisco. Il suo partito non ha forse sostenuto Monti, che voleva abolire le province? E basta dire che sono vicino ai grillini. Io sono più grillino dei grillini. Tutto quello che sto facendo era previsto nel mio programma elettorale. Qualcuno è nervoso? Forse capiscono che l’abolizione di alcuni organismi non consentirá di piazzare qualche militante. L’Udc? Ieri abbiamo fatto una riunione di maggioranza e non ho notato alcun nervosismo”.

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