Nizza Sicilia. Ato4, il figlio del sindaco sollecita il padre a pagare

In dieci Comuni del comprensorio jonico messinese e della Valle dell’Alcantara si profila lo spettro di una nuova emergenza rifiuti. L’Ato4 ha comunicato che da lunedì prossimo non espleterà con regolarità i servizi di propria competenza, diffidando gli enti locali morosi a provvedere al pagamento di tutte le fatture scadute. I commissari liquidatori della società d’ambito (Racco, Bondì e Alessandro Di Tommaso, figlio del sindaco di Nizza di Sicilia) hanno inviato una nota urgente al Prefetto, al presidente della Regione ed ai sindaci dei Comuni soci con la quale si comunica la messa in esecuzione della delibera assembleare dello scorso 17 gennaio, dando avviso di interruzione del servizio. I Comuni che non hanno ancora provveduto a saldare le fatture sono quelli di: Antillo, Francavilla di Sicilia, Graniti, Itala, Mojo Alcantara, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera e Scaletta Zanclea. Dunque, il primo cittadino nizzardo, Giuseppe Di Tommaso, si è visto solleciare il pagamento anche dal figlio, Alessandro. La società che gestisce la discarica di Motta S. Anastasia, in provincia di Catania, ha inviato a questi ed altri enti locali una diffida in cui si specifica che non viene garantito loro  accesso e quindi il conferimento dei rifiuti. “La conseguenza di ciò – scrivono i commissari liquidatori – è che in ogni caso non sarà possibile la raccolta, stante che gli automezzi di questi Enti rimarranno pieni. Per cui – aggiungono – si invitano e diffidano i Comuni soci morosi a sospendere tutte le manifestazioni settimanali (il riferimento è ai mercati rionali) in quanto provocherebbero un aggravio igienico-sanitario”.  La società che gestisce la discarica non garantirà l’accettazione rifiuti dal 27 febbraio. “L’Ato – chiosa il direttore generale della società d’ambito, Arturo Vallone – non ha alcuna disponibilità di cassa per far fronte al pagamento delle fatture scadute”. Da qui l’invito reiterato ai Comuni morosi “a voler disporre con estrema urgenza le liquidazioni a saldo delle fatture scadute, addirittura da mesi, in modo da poter riversare le dovute somme alla società che gestisce la discarica, pagare ulteriori fornitori e liquidare ai dipendenti lo stipendio di gennaio”.

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