S. Teresa. Il Pd contesta il trasferimento dell’aula consiliare

S. TERESA. Il recente trasferimento della sede del Consiglio comunale nei locali del Palazzo della Cultura è finito nel mirino del circolo del Pd, che sottolinea il mancato rispetto dello Statuto comunale. Secondo il segretario Angelo Casablanca “si tratta di un provvedimento che contrasta i principi fondamentali dello Statuto approvato nel 2009”. “L’ articolo 2 comma 5 – spiega Casablanca – recita che la sede legale del Comune di S. Teresa è presso il palazzo municipale, ubicato in Piazza V Reggimento Aosta, ove di regola si svolgono le adunanze degli organi elettivi collegiali. Inoltre – aggiunge Casablanca – il successivo comma 6 dello stesso articolo dispone che in casi del tutto eccezionali e per particolari esigenze, il Consiglio comunale può riunirsi anche in luoghi diversi dalla propria sede”. Il trasferimento del comando dei Vigili urbani in Municipio e quindi lo spostamento dell’aula consiliare non rientrerebbero  affatto, a parere del circolo del Pd, nella casistica dei casi eccezionalie neanche nei casi particolari, in quanto il Consiglio, quale organo eletto dai cittadini, riveste una importanza istituzionale superiore a qualsiasi ufficio comunale. Il Circolo del Pd non ricorda casi analoghi registrati nei comuni siciliani e ritiene giusto chiedere con forza che questo provvedimento venga ritirato “vista la natura di palese contrasto con i principi fondamentali che regolano la vita del Comune”. Casablanca ha poi elencato gli altri motivi che hanno reso “palesemente inopportuno questo trasferimento”, come la storia e la tradizione politica di S. Teresa, il costo di oltre 6000 euro per il trasloco, la funzionale ubicazione dell’ attuale sede dei vigili e, non ultima, la perdita di funzionalità della sala grande del Palazzo della Cultura per ospitare incontri, manifestazioni, mostre e presentazioni. “A causa di questo trasferimento – conclude il segretario del Pd – possiamo affermare, senza il timore di essere smentiti, che nella nostra città non esiste più un luogo pubblico di una certa capienza e prestigio per ospitare incontri importanti”. Il Circolo Pd ritiene che la “spesa sostenuta non abbia quindi alcuna giustificazione credibile”.

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