Scaletta. Famiglie sfollate da mesi senza contributi economici

SCALETTA – Da oltre sette mesi le oltre 80 famiglie di Scaletta sfollate in seguito alla devastante alluvione del 2009 non percepiscono il contributo di autonoma sistemazione. A denunciarlo è il consigliere provinciale Nino Muscarello, che ha inviato una nota al presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, e all’assessore alla Protezione Civile, Santino Foti, chiedendo un loro intervento immediato nei confronti del commissario delegato per l’emergenza, Luigi Croce, attuale commissario straordinario al Comune di Messina. “La vergognosa vicenda – ha spiegato Muscarello – è figlia anche di una situazione paradossale, e cioè quella per cui, a dire delle autorità competenti, essendo stati posti in essere interventi di messa in sicurezza in contrada Divieto, nel territorio di Scaletta Zanclea, molte delle zone in cui ricadono le abitazioni da “rosse” sono tornate ad essere zone “verdi”e quindi tecnicamente fuori pericolo. Ma le abitazioni – prosegue Muscarello – restano però ancora inagibili o parzialmente distrutte e quindi pericolanti e non abitabili perché mai nessun lavoro è stato posto in essere sulle case danneggiate. Le famiglie sfollate – aggiunge il consigliere – rivendicano quindi il sacrosanto diritto al contributo di autonoma sistemazione proprio perché impossibilitate a rientrare, se non a proprio rischio e pericolo, nelle loro abitazioni”. Nino Muscarello ha sollevato anche un altro problema molto delicato, quello della mancata messa in sicurezza della zona di Divieto, una delle più colpite dall’alluvione del 2009.  “Era stato preso un accordo – spiega l’esponente dell’Udc – tra la Protezione Civile e Rfi  per l’importante opera di messa in sicurezza della zona di contrada Divieto, ed in particolar modo del ponte della ferrovia, con la realizzazione di lavori di canalizzazione delle acque che ad oggi non sono stati mai eseguiti”. Secondo Muscarello “sembra che Rfu non abbia dato più il suo benestare per mancanza di fondi e un rimpallo di responsabilità con la Protezione Civile”.
“E’ evidente quindi – conclude Muscarello – che la situazione non consente e non può consentire il sicuro rientro delle famiglie nelle abitazioni perché ricadono in un’area in cui i lavori di messa in sicurezza sono palesemente incompleti”.

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