Comuni sull’orlo del dissesto economico? Colpa soprattutto degli elettori

Il dissesto finanziario di un Comune dà origine ad una serie di misure restrittive che colpiscono nell’immediato cittadini e imprenditori.
Ma il dissesto di un Ente è provocato da una cattiva gestione amministrativa e burocratica o possono intervenire altri fattori?
Chi ha causato danno erariale all’Ente pagherà il suo conto davanti alla giustizia?
I cittadini che subiscono passivamente gli effetti di un dissesto come devono comportarsi? 
Approfondiamo l’argomento con le relative risposte. La Corte dei Conti, con molta probabilità, per quanto attiene il dissesto, accerterà che malgrado gli sforzi compiuti dal sindaco il quale, nei limiti della legge, avrebbe avuto la possibilità di elevare le addizionali dell’IRPEF e dell’IMU, si è trovato davanti un consiglio comunale che non ha ritenuto opportuno approvare gli aumenti. Tale che non vengono imputate, da questo punto di vista, responsabilità in capo al sindaco. Quanto al consiglio comunale pare difficile prospettare responsabilità effettive per il dissesto, in seguito alla bocciatura degli aumenti. Un esempio che può rendere l’idea: i comuni francesi, quando vengono dichiarati due dissesti consecutivi, vengono sciolti definitivamente ed accorpati. Questo principio dovrebbe valere anche in Italia, dove molti comuni vanno in dissesto.
*Dietro un dissesto si cela sempre una cattiva gestione amministrativa e burocratica o possono entrare in gioco altre dinamiche?
Possono entrare in gioco delle serie causali interferenti che implicano un pregiudizio, una causa maggiore senza che vi sia una responsabilità diretta. Comunque, la tendenza in sede civile è quella del debito senza responsabilità.
* Quando scatta un allarme dissesto, quali sono le immediate azioni correttive che devono essere applicate dalla classe dirigente e politica?
Bisogna valutare il caso specifico e lì intervenire immediatamente, azioni correttive che puntino ad evitare il dissesto. Ci sono regole generali di carattere statistico.
* Quanto incide la salute del bilancio regionale su quello degli Enti Locali?
Malgrado si parli tanto di federalismo, occorre tener presente un consolidato unico che è lo Stato, le regioni, le province, i comuni. Il dissesto di un comune si riflette sulla Regione, quello della Regione su quello dello Stato, quindi è certamente paragonabile ad una famiglia: laddove c’è un figlio che fa debiti, la situazione debitoria si riflette sul padre, capofamiglia e su tutti i componenti. Autonomia non significa arbitrio, ma significa autodeterminazione nei limiti consentiti dalla legge e senza l’invasione delle sfere altrui. Quando io faccio un debito come comune, invado la sfera della regione e dello Stato.
* Nel caso in cui si accerti una responsabilità penale di amministratori e burocrati, cosa accade?
Laddove si accerti una responsabilità diretta degli amministratori o classe dirigente nel dissesto dell’Ente si procede penalmente con una denuncia alla Procura della Repubblica che autonomamente indaga. Se si riscontra presenza di reato, si manda avanti il procedimento penale con eventuale condanna e risarcimento danni per l’Ente.
* I cittadini come possono rivalersi su chi ha provocato il dissesto?
I cittadini sono inconsapevolmente i primi responsabili del dissesto, perché hanno eletto degli amministratori o incapaci o ladri. Il cittadino quando vota delega un consigliere comunale a rappresentarlo. Nell’operare questa scelta faccio proprie le attività che svolgerà per mio conto il consigliere comunale. Laddove si verifica un dissesto ciò è frutto di una cattiva gestione amministrativa e chi ha sbagliato è in primo luogo il corpo elettorale. 

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