Taormina. Passlacqua sotto scacco: pronta la sfiducia. In 17 hanno firmato

TAORMINA – Al suo rientro dagli stati uniti, il sindaco Mauro Passalacqua troverà un’amara sorpresa: alcuni esponenti della maggioranza e l’opposizione serviranno su un piatto d’argento la sfiducia al primo cittadino e al suo Esecutivo. L’atto è stato firmato lunedì scorso: ben 17 consiglieri su 20 intenderebbero sancire la fine dell’amministrazione Passalacqua. Da decidere adesso i tempi entro i quali presentare l’atto. I numeri non lasciano spazio a dubbi: qualora infatti si decidesse di sfiduciare il primo cittadino attraverso la votazione in consiglio comunale, anche in questo caso Passalacqua non avrebbe comunque scampo poiché la soglia minima è quella delle 14 firme. Toccherà adesso attendere il ritorno dalla trasferta americana del primo cittadino per avere sviluppi. Per una Giunta che si avvia alla morte politica, c’è invece il Consiglio comunale che, seppur in extremis, ha approvato il bilancio di previsione scongiurando l’arrivo di un commissario ad acta. Lo strumento finanziario è stato esitato con un solo voto favorevole, quello simbolico del presidente del consiglio Eugenio Raneri, mentre tutti gli altri consiglieri si sono astenuti, così come precedentemente concordato. Puntuale arriva la stoccata di Raneri nei confronti di Passalcacqua, tra i due, non è certo un mistero, da tempo non corre buon sangue: “ Non mi è mai capitato nella mia esperienza politica – ha detto il presidente –  di assistere ad una votazione così importante in assenza del sindaco”. Raneri ne ha anche per l’esecutivo: “Ci hanno presentato una polpetta avvelenata  senza possibilità di modificare e con tutti i riflessi negativi che ci saranno per l’economia della città” ha aggiunto il presidente. Insomma mentre il civico consesso approvava lo strumento contabile a Palermo era già stato nominato un commissario che avrebbe sostituito il consiglio. Una guerra senza esclusione di colpa a sei mesi dalle amministrative: il civico consesso dunque tira un sospiro di sollievo e adesso è la proprio la Giunta a rischiare di tornare a casa prima della scadenza naturale del mandato. 

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