Nizza Sicilia. Il nostro sondaggio, incredibile: premiata la mala politica

 NIZZA DI SICILIA –  Sorprendente mobilitazione sul web per  il sondaggio che abbiamo  proposto  sul nostro sito ”Tele90.it”  avente per terma ”Comune sull’orlo del fallimento: sindaco, assessori e consiglieri dovrebbero rinunciare all’indennità di carica?”. In poco meno di 10 giorni, hanno infatti espresso il voto  oltre 1.150 utenti.  La sorpresa, però,  è  quella del rsultato complessivo  che, in pratica, dice a sindaco, assessori e consiglieri del comune di Nizza ”fate cosa giusta a continuare ad intascare il  mensile!”.  A conti fatti, la  pensa  così il 57,42 per cento, mentre il 42,58 ha  detto no. Probabilmente, Nizza di  Sicilia, è l’unico Comune  italiano dove non ci si scandalizza più di tanto dei costi della  politica. Ma  quanto percepiscono di indennità mensile gli inquilini del Palazzo di Nizza Sicilia? Sindaco 1.100 euro, assessori 700, consiglieri 24 euro a  seduta.  Il voto scaturito dal sondaggio, che immaginiamo è stato espresso  prevalentemente dai nizzardi, genera qualche  perplessità perché i numeri da un giorno all’altro schizzavano in percentuale esponenziale a favore del ”no”. Tutto organizzato probabilmente, un passa parola per azzeccare il momento buono per votare visto che si poteva esprimere la preferenza una sola volta nell’arco delle 24 ore? Chissà. Ma tant’è. Dunque, nel momento in cui ai cittadini si chiedono  sacrifici di ”lacrime e sangue”, a Nizza Sicilia si dice ”sì” alla indennità di carica. Un riconoscimento per  il gran lavoro e l’impegno profuso dagli amministratori che  negli ultimi  cinque anni sono stati  capaci di accumulare debiti per oltre 6 milioni di euro, 12  miliardi delle vecchie lire! Almeno questo sembra essere il ”buco” di cassa. Il condizionale è d’obbligo perché il rendiconto esatto non è stato reso di dominio pubblico. Bene farebbe l’amministrazione nizzarda a rendere noto in  modo analitico il conto  in rosso conseguenza di incontrovertibili condizioni di squilibrio economico-finanziario.  Insomma, un  fallimento politico da  abbinare ad incapacità gestionale. Tornando al sondaggio, quindi, sindaco, assessori e consiglieri, sono stati in un certo senso  legittimati ad intascare l’indennità di carica. Adesso dovrebbero  essere gli stessi amministratori a  porsi il problema se rinunciare  al ”mensile”, perché è cosa giusta tenere in considerazione quel 42 per cento che ha detto ”no”. Sindaco, assessori e consiglieri, se avessero fatto un  piccolo sacrificio avrebbero mandato un segnale di grande significato in questo momento di estrema difficoltà in  cui si trova  il  Comune. Ma come si è arrivati allo sfascio già attenzionato dalla  Corte dei Conti? Tentiamo un’analisi. Cominciamo dall’aumento della spesa per il personale e dalla disatrosa e disastrata situazione  debitoria contratta con l’Ato4, con l’Enel e con  un gestore  di telefonia mobile e per manifestazioni estive di dubbio spessore culturale. Ma ci sono altre importanti ”voci” che pongono interrogativi. Sta di fatto che adesso la bolla è  esplosa. E verrebbe da  dire ”chi rompe paga”.  Intanto, a  Nizza di Sicilia,  ai dipendenti  comunali lo stipendio viene corrisposto un mese sì e un mese no. Una costante, niente di nuovo.  Ma il Palazzo continua a  pensare alla grande come, ad esempio,  al mega Piano  di sviluppo  urbanistico nella zona alta di Casa Pinta che, secondo calcoli  tecnici inseriti nel Prg, andrà ad occupare ben 40 mila  metri quadrati di terreni che si estendono al di  là dell’autostrada e appartenenti a privati. 

 

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