Alì Terme. La Corte dei conti “bacchetta” il Comune

ALI’ TERME – Arriva dalla Corte dei conti una sonora strigliata per il Comune. L’organo di magistratura contabile ha riscontrato, con riferimento al bilancio di previsione  2011 e al rendiconto  2010, delle “anomalie e disfunzioni” che hanno inciso negativamente sugli equilibri di bilancio. Nello specifico all’amministrazione del sindaco Grasso viene imputato il mancato rispetto del limite di spesa per il personale, l’irregolare utilizzo dei capitoli afferenti ai servizi conto terzi (in particolare alle voci “spese alluvionali”),  e un disavanzo di gestione pari a 490mila euro, coperto esclusivamente attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. E’ sta proprio qui il nodo della questione: la Corte dei conti, con il documento, ha inteso dare un avvertimento al Comune termale. L’ente – secondo la magistratura contabile – presenta nella gestione degli ultimi 2 esercizi un saldo stabilmente negativo a cui ha fatto fronte attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. L’ammonizione da parte della Corte dei conti è chiara: “Il Comune sta consumando le risorse accumulate negli anni precedenti e – scrive ancora la Corte – qualora mantenga gli stessi livelli di spesa consumerà verosimilmente tutte le risorse pregresse e produrrà dunque disavanzi, non solo di gestione, ma anche di amministrazione. Perentoria la risposta. “E’ innegabile che l’amministrazione abbia utilizzato l’avanzo, ma solo per somme urgenze” spiega il presidente del consiglio Pietro Caminiti, “ si trattava – ha aggiunto – di spese “una tuntum” e non ripetitive. Del resto il decreto legislativo n° 267/2000 consente alle amministrazioni di utilizzare a fine anno l’avanzo per rimpinguare gli evnetuali capitoli deficitari. Puntuale arriva la stoccata dell’opposizione: “La nota della Corte ricalca le nostre dichiarazioni di voto” dicono Melato, Gregorio, Basile, Vittiglio e Briguglio. “Abbiamo sempre fatto luce sul disavanzo di gestione colmato con l’avanzo e l’aumento delle tasse”- aggiungono i consiglieri. Necessaria dunque per la minoranza  una revisione della spesa.  La magistratura contabile ha messo dunque in guardia il Comune termale invitando Grasso e compagni ad applicare misure correttive. “La nostra è un’amministrazione sana “-  incalza Caminiti. Il presidente ammette però che il bilancio va attenzionato: “Dall’anno prossimo – ha aggiunto –  anche i comuni sotto i 5mila abitanti dovranno rispettare il patto di stabilità e questa – conclude Caminiti –  rappresenta di per se una garanzia”.

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