Messina. Il nero, il rosso e il viola dell’artista Gianfranco Donato

MESSINA – Un nero che prende forma tra una pennellata  e l’altra, un nereo che grida e che vuole a tutti i costi comunicare la sua interiorità  a chi lo osserva. Il nero è solo uno dei tre colori protagonisti della personale dell’artista messinese  Gianfranco Donato che fino a questa sera espone le sue opere al Monte di Pietà di Messina in occasione della mostra dal titolo “Il Nero Urla, Il Rosso lo Sgrida ed il Viola Tace”. L’evento, patrocinato e promosso dalla Provincia Regionale di Messina e dell’Assessorato alla Cultura, è curato da Valentina Saija. Profondamente soddisfatto l’assessore alle politiche culturali Prof. Giuseppe Crisafulli : “Con la personale di Donato, – ha affermato –  l’assessorato alla Cultura di Messina riconosce ad un giovane artista messinese che sta rappresentando la nostra città, le qualità e le doti artistiche apprezzate fuori provincia ed a livello nazionale”. Tra i promotori dell’iniziativa anche l’assessore uscente Mario D’Agostino che durante il suo incarico ha più volte incentivato i giovani artisti del comprensorio promuovendo numerose mostre sul territorio. Con in tasca  una laurea in Decorazione, conseguita con 110 e lode presso l’accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, Gianfranco Donato rappresenta una delle stelle più luminose del panorama artistico messinese. Una pittura profonda che fa meditare, come afferma lo stesso Donato: “La mia attuale ricerca pittorica analizza la vanità dell’esistenza umana, oltre ad essere l’esaltazione di un binomio coloristico che sta divenendo un elemento caratterizzante, è sempre un piacere poter esporre nella propria città, il rapporto con il pubblico ed il confronto fa crescere sia l’artista che l’interlocutore”. Una pennellata nervosa ed istintiva quella di Donato che  ha presentato al pubblico opere inedite, oltre a pezzi più conosciuti come “Dove non c’è” (opera esposta  alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Torino – Palazzo delle Esposizioni, Sala Nervi, curata da Vittorio Sgarbi) e “Men of Holocaust”. Nella pittura di Gianfranco Donato il colore assume un valore espressivo determinante, il rapporto cromatico nero-viola è la chiave della sua opera che può apparire pessimistica. Dà massima libertà al suo io, di divenire “segno” sulla superficie pittorica, segno di un vissuto, in fondo mai esistito concretamente. Il colore prende corpo dalle mani creando un rapporto empatico con i sensi divenendo quasi una sorta di orgasmo pittorico. “Un binomio “nero – rosso” quasi inscindibile, oserei quasi definibile “nerosso” Donato. – ha detto la curatrice della mostra Valentina Saija –  La sua è una pittura che non lascia spazio all’immaginazione, non si procede per gradi, ma tutto è pronto subito lì a darsi senza mezzi termini, di chiara lettura; – ha aggiunto –  dove sia il nero sia il rosso contribuiscono a far riconoscere il chiaro stile di un pensiero, di una mano ben identificabile, di un tocco ben cablato, di una materia che diventa sempre più stratificata, stile di un inconfondibile Donato.” Interessanti le opere esposte come “Stupro Urbano” nella quale si evince la violenza sessuale non esplicita ma di forte impatto visivo, “Tutti uguali se nudi ” dove vi è analizzata la vanità dell’esistenza umana e “I cieli neri di Fukushima” dove i soggetti vengono inghiottiti dal dolore ed il nero diviene spazio emotivo.

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