Roccalumera. Rischio acqua inquinata, disposto divieto di balneazione

ROCCALUMERA. E’ stato disposto, dal sindaco Gianni Miasi, il divieto di balneazione a scopo precauzionale nel tratto di mare in cui si è verificato lo sversamento di liquami fognari sulla spiaggia, all’altezza del torrente Pagliara. L’ordinanza dispone il divieto di balneazione per 200 metri direzione Catania e 200 metri direzione Messina dal punto sversamento in mare dei reflui. La fuoriuscita della fogna, ha spiegato il sindaco nell’ordinanza, si è verificata per un black out alla pompa di sollevamento di via Amerigo Vespucci. Si è quindi attivato il troppo pieno che ha comportato lo sversamento dei liquami nella vasca di contenimento provvisoria realizzata sull’arenile. A causa del troppo carico, però, un lato della vasca ha ceduto con la conseguente fuoriuscita di fognatura sulla spiaggia e, in quantità più modesta, anche in mare. Miasi è in attesa del risultato delle analisi effettuate dal laboratorio di sanità pubblica. Intanto, la minoranza ha stigmatizzato l’accaduto con un comunicato stampa. “E’ stato un Ferragosto indimenticabile  quello che Miasi e l’assessore Santisi hanno regalato a tutti i cittadini e villeggianti di Roccalumera”, scrive sarcasticamente l’opposizione. “Dopo un agosto pieno di fogna, il clou è stato raggiunto giorno 15 – prosegue “Roccalumera nel Cuore” – allorchè il depuratore, per l’ennesima volta, è scoppiato, determinando un grave danno ecologico al punto che sono dovuti intervenire il Dirigente medico del Dipartimento di prevenzione e il Tecnico della prevenzione, entrambi dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina. A seguito di ciò il nostro sindaco –aggiunge la minoranza – è stato costretto a disporre il divieto di balneazione mai fatto in passato nonostante vi siano stati negli ultimi mesi ripetuti sversamenti di liquami sulla spiaggia e nei torrenti, incurante dei pericoli per la salute pubblica. La verità è che la fognatura scoppia perchè i pozzetti di ispezione della condotta non vengono ripuliti da anni e le vasche non vengono svuotate dei fanghi, causando l’intasamento dei liquami che si riversano nello sfogo del “troppo pieno” e da qui sull’arenile del torrente Pagliara e poi in mare”.

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