Cateno De Luca si è dimesso dalla carica di deputato all’Ars

Si è tenuta oggi a Palermo una conferenza stampa dell’on. Cateno De Luca in cui ha annunciato le sue irrevocabili dimissioni dalla carica di deputato regionale che ha motivato con una lettera consegnata oggi al Presidente dell’ARS on. Francesco Cascio. Nel corso della conferenza stampa l’on. De Luca con riferimento alla proposta di commissariamento della regione ha sottolineato che “sono contrario al commissariamento, al netto del fatto che sia possibile, perchè si deve pronunciare il popolo siciliano attraverso le elezioni. In sintesi no al commissariamento si alle elezioni”.

Qui di seguito il testo integrale della lettera che De Luca ha inviato al presidente Cascio e con la quale spiega i motivi delle dimissioni.

 

 

‘’Al Signor Presidente

dell’Assemblea Regionale Siciliana

Oggetto: Dimissioni da Deputato regionale

 

Con la presente, il sottoscritto Onorevole Cateno De Luca rassegna le proprie dimissioni da Deputato Regionale per le seguenti motivazioni:

non è più accettabile che il Parlamento Siciliano si sia trasformato in una miserabile  arena, nella quale gli stessi “compagni di merenda della belle epoche” si scontrano per un provvedimento (cosiddetta Legge blocca nomine”) volto ad impedire al Presidente della Regione in carica di procedere, legittimamente, a conferire incarichi, in sostituzione di quelli che giungono a naturale scadenza, nell’ambito dell’Amministrazione regionale.

Impedendo così all’attuale Presidente del Governo regionale di esprimere le uniche e sole arti di governo in cui è maestro.

Al di là di tutto, è sempre stato così per il principio della continuità amministrativa a cagione della quale tutti gli attuali messia hanno avuto designati numerosi rappresentanti appalesandosi tutti come la “Banda Bassotti”: evidentemente  il PD, Grande SUD, l’UDC, PDL ed altri, avendo più volte “bevuto dalla stesso calice” del Presidente Lombardo ed essendone rimasti assuefatti e stregati hanno la vitale necessità di colmare la crisi di astinenza che gli provoca il recente impazzimento per colmare le proprie vergogne;

 

non è più sopportabile che i membri dell’intero Parlamento Siciliano siano accusati indistintamente di essere stati autori e complici del massacro economico, finanziario e sociale della nostra amata Sicilia: IO NON CI STO, in quanto ho contrastato, anche rompendo con il partito d’origine, l’MPA, il comma 10 dell’art. 7 della L. 8 febbraio 2007 n. 2 (Finanziaria 2007), con la quale si è proceduto alle migliaia di assunzioni, senza concorso nelle Società Partecipate e negli Enti Regionali di cui, ad oggi, non si ha un effettivo censimento e per le quali il sottoscritto ha sempre sostenuto, e mai è stato smentito, che in tale “mare magnum” sono state effettuate, dal 2007 in poi, oltre 5000 assunzioni, tra le quali parrebbero esserci anche quelle di  figli e stretti congiunti di Parlamentari siciliani e nazionali, di Assessori regionali, di Magistrati, di sindacalisti, di Alti Burocrati regionali e di rappresentanti di organi di controllo dello Stato…

Nessuno può smentire le battaglie che in Commissione Bilancio il sottoscritto ha fatto anche per bloccare la svendita dei beni immobili, sempre nell’ambito della Finanziaria 2007, che ha provocato un buco si bilancio di oltre 1 miliardo di euro e di cui anche l’attuale Presidente della Regione ne era complice e consenziente, essendo allora, tra l’altro,in piena sintonia con l’allora il Presidente della Regione, avendo tre rappresentanti nella Giunta Regionale ;

 

non è più condivisibile il gradasso che alcuni illustri Segretari di partito regionali e di alcuni illustri rappresentanti delle Associazioni imprenditoriali hanno provocato ultimamente sulla stampa regionale, in merito alla falsità del Bilancio della Regione Siciliana, quando gli stessi “improvvisati predicatori” ne erano consapevoli e partecipavano direttamente con loro esponenti al banchetto nuziale degli affari lobbistici e clientelari consumati sulla pelle dei Siciliani: il sottoscritto, come è noto,  ha presentato oltre 10 mila emendamenti soprattutto per la Legge Finanziaria  del 2010 e del 2011, per fare emergere la falsità dei bilanci della Regione Siciliana e la complicità di tutta la classe politica siciliana, di maggioranza e d’opposizione, “in concorso interno ed esterno” che ha provocato la bancarotta fraudolenta della Regione Siciliana.

In tale ottica, è opportuno ricordare che gli artt. 13, 14, e 15 della Finanziaria 2010 (Legge n. 11 del 12 maggio 2010) sono stati voluti fortemente dal Deputato De Luca ed erano finalizzati a bloccare la scellerata azione di massacro delle finanze regionali portata avanti dal Governo regionale autonomista, più volte definito dall’impertinente De Luca “Governo autonomista a Roma e Governo pagnottista a Palermo”: il Deputato De Luca aveva già affermato in aula che i residui attivi del bilancio regionale erano un falso storico  e che nel mondo delle partecipate si nascondevano oltre 5 miliardi di euro di debiti, di cui la gran parte risultano nei bilanci delle singole Società ed Enti quali crediti vantati nei confronti della Regione Siciliana, ma nei bilanci della Regione Siciliana non risultano iscritti come debiti nei confronti del mondo delle Partecipate!!!

LA REGIONE SICILIANA ATTUALMENTE TRA INDEBITAMENTO PER MUTUI E DEBITI OCCULTATI, SOPRATTUTTO NEL MONDO DELLE PARTECIPATE, HA OLTRE 10 MILIARDI DI DEBITI!!!

 

L’ATTUALE PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA SI DEVE DIMETTERE PER QUESTI MOTIVI UNITAMENTE ALL’INTERO PARLAMENTO SICILIANO, CHE GLI HA CONSENTITO DI SFERRARE IL COLPO DI GRAZIA ALLE CASSE REGIONALI, CON UNA SPREGIUDICATA IPOCRISIA DI CUI TUTTI ERANO CONSAPEVOLI E PER LA QUALE IL SOTTOSCRITTO HA PAGATO FORTI CONSEGUENZE NON AVENDOLA MAI CONDIVISA ED ACCETTATA .

 

In ultimo Signor Presidente, è opportuno ricordare che il 5 maggio 2011, il sottoscritto ha segnalato, con una articolata nota, il falso in bilancio al Commissario dello Stato ed il 6 maggio 2011 il sottoscritto ha inviato un’articolata nota all’allora Presiedente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro dell’Interno, al Ministro per i rapporti con le Regioni, al Presidente della Corte dei Conti Sicilia ed al Commissario dello Stato in merito alla falsità dei bilanci regionali per l’utilizzo distorto dei fondi FAS 2007-2013. A futura memoria, Signor Presidente, Le allego i documenti citati nella presente lettera di commiato. La prego infine, Signor Presidente, di consegnare, se ritiene utile, copia della presente lettera di dimissioni con relativi allegati a tutti i Deputati regionali, nella vana speranza che abbiano, finalmente, un SUSSULTO DI DIGNITÀ e si dimettano unitamente all’attuale Governo della Regione Siciliana, evitando di continuare a rubare i soldi dei Siciliani. Cateno De Luca”

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