Taormina. Presentato il libro “Sicilia terra Demetra e Kore”

TAORMINA – Grande successo di pubblico al San Domenico per la presentazione del libro “Sicilia terra di Demetra e Kore – nuovi itinerari turistico culturali” di Davide Pirrera Rosso di Cerami. L’evento si è svolto nella Sala Congressi dell’Hotel Domenico che per l’occasione è stata teatro di una performance di una danza ispirata ai riti demetriaci eseguito dalle allieve della scuola di danza M. Fontayn. Particolare interesse ha suscitato il brillante intervento dell’assessore Provinciale Mario D’Agostino e l’interessante ed articolata relazione di Melina Prestipino, Direttore U.O. XIII Beni Librari ed  Archivistici della Soprintendenza di Messina; a seguire, l’intervento del Dottor Francesco Colianni che ha mirabilmente tratteggiato alcuni aspetti pertinenti la tematica del libro ed infine il coinvolgente intervento dell’autore che ha catalizzato l’interesse del folto pubblico. L’elegante e professionale moderatore  dell’evento Antonella Ferrara e le delicate letture  a cura di Rosita Gulotta hanno infine coronato una serata molto elegante. L’evento è stato organizzato da Tanina Ambra Emmi.  Dopo gli interventi, notevole interesse ha poi suscitato la mostra di antichi documenti di proprietà dell’autore, allestita in concomitanza della  presentazione del libro, pertinenti la fondazione e le vicende storiche legate all’ex convento S. Domenico, fondato dal Principe Daminano Rosso di Cerami ed oggi il più noto albergo di Taormina. L’autore Davide Pirrera Rosso di Cerami è alla sua seconda esperienza letteraria. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali ed Archeologia ad Urbino ed in Turismo a Messina, vince una borsa di studio alla Tennessee State University U.S.A;  fa poi parte della missione Archeologica italiana a Cirene in Libia. Il volume delinea importanti percorsi turistico-culturali seguendo il filo dei riti demetriaci che venivano praticati in moltissimi siti della Sicilia  classica ponendo l’attenzione su siti e luoghi che meritano a pieno titolo di essere messi al pari di aree culturali già inserite nei percorsi più conosciuti.

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