Savoca. Imprenditore nasconde al fisco 30 milioni, denunciato dalla Gdf

SAVOCA – La Brigata della Guardia di Finanza di Alì Terme ha scoperto una società di Savoca operante nel settore della macellazione di carni animali, risultata evasore totale negli anni d’imposta 2006 e 2007. Il rappresentante legale della società è stato denunciato.
Attraverso l’utilizzo delle indagini finanziarie, è stato possibile ricostruire il volume d’affari che l’imprenditore ha sottratto al Fisco tra il 2003 ed il 2007, quantificabile in oltre 27,4 milioni di euro di ricavi non dichiarati, 2,7 milioni di iva evasa e circa un milione di Irap evasa.
La verifica fiscale, che ha permesso quindi di scoprire somme nascoste al fisco per oltre 30 milioni di euro, è scaturita dalle risultanze di altre attività ispettive fiscali, eseguite nei confronti di altre società ed una ditta individuale riconducibili sempre allo stesso soggetto ed operanti nel settore del commercio o macellazione di animali.
Sono state inoltre avanzate alle autorità competenti proposte di sequestro per equivalente per 168.684 e misure di cautela a garanzia del credito vantato dall’Erario per quasi 13 milioni di euro.
Oltre ai controlli di natura erariale, la Guardia di Finanza ha passato al setaccio anche l’attività amministrativa, scoprendo un metodo fraudolento finalizzato ad alimentare un circuito clandestino di animali da destinare alla macellazione. E’ stato riscontrato che in diverse occasioni i marchi auricolari degli animali morti nelle stalle per varie cause o già macellati venivano apposti a nuovi animali provenienti da circuiti clandestini che prendevano l’identità di quelli deceduti, di provenienza lecita, compromettendo anche i meccanismi che consentono la tracciabilità dei prodotti. A tutela della salute pubblica, alcuni bovini sono stati soppressi, anche a seguito di analisi condotte dai funzionari dell’ASL.
Il rappresentante legale della società è stato denunciato per frode fiscale per aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti al fine di evadere le imposte, nonché per mendacio bancario per aver presentato presso una banca fatture  per operazioni inesistenti al fine di ottenere i relativi anticipi di denaro contante.

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