“L’on. De Luca non doveva essere arrestato”. Rese note le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione

Sono state depositate nei giorni scorsi le motivazioni della sentenza con la quale la Corte di Cassazione, nel dicembre scorso, aveva revocato la misura cautelare per il deputato regionale di Sicilia Vera. E nelle parole dei giudici, emergono alcune “forzature” dei magistrati che avevano disposto gli arresti domiciliari per l’ex sindaco di Fiumedinisi che non doveva essere arrestato.“Ove l’impugnato provvedimento mostra pecche non emendabili – si legge nella motivazione della sentenza – è quanto alla sussistenza della esigenze cautelari. In fatto nell’ordinanza del Giudice del merito si pone soprattutto l’accento sull’esigenza di scongiurare reati della medesima specie, di quelli per cui si procede , ma a questa Corte sfugge in che modo possa parlarsi di probabilità di reiterazione”. Insomma, se la motivazione dell’arresto era la possibilità che De Luca ripetesse quei reati, secondo la Corte quella motivazione non “reggeva”, in quanto “il pericolo di ulteriori contatti con le persone offese risulta superato dall’acquisizione delle loro deposizioni all’atto del procedimento. I fatti – prosegue la sentenza – risultano alquanto remoti (anno 2005-2008), per cui il pericolo di recidiva non è logicamente presumibile; l’imputato – conclude la Cassazione – non è neppure più sindaco del comune e, quindi, in grado di incidere formalmente sull’attività amministrativa dell’Ente Locale, compiendo fatti connessi alla sua attività di Amministratore”.De Luca era stato arrestato nel giugno del 2011 con l’accusa di abuso d’ufficio, tentata concussione e falso nell’ambito dell’inchiesta su alcune speculazioni edilizie a Fiumedinisi
NEL TG90 DEL 29 MARZO 2012 L’INTERVISTA DELL’ON. DE LUCA IN MERITO ALLE MOTIVAZIONI DELLA CORTE DI CASSAZIONE

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