Nizza Sicilia. L’interrogativo: il Pd scende in campo da solo o si accoda alla candidata sindaco Brigandì?

NIZZA DI SICILIA – A poco più di dieci giorni dalla presentazione delle liste, al momento ci sono due certezze, quelle riguardanti la candidatura dell’uscente sindaco Giuseppe Di Tommaso e dell’attuale consigliere d’opposizione indipendente Mimma Brigandì. Nessuna novità, invece, per quanto riguarda il Pd, da sempre avversario Di Tommaso che nel 1978 rivoluzionò gli assetti politico-amministrativi nizzardi spodestando l’allora primo cittadino, il comunista avv. Francesco Romeo.
E che in casa dei piedissini ci sia qualche problema lo si è capito la scorsa settimana quando a poche ore dall’annunciato comizio, il gruppo d’opposizione “Nizza Viva” del quale fanno parte Giacomo D’Arrigo, Carmelo Campailla e Paolo Miceli, ha deciso di rinviare l’incontro a data da destinarsi per meglio «analizzare gli ultimi avvenimenti politici».
La questione da risolvere per i tre e sulla quale stanno ancora discutendo è relativa al ruolo che intendono assumere in questa tornata elettorale: scendere in campo con un loro candidato (D’Arrigo?) e una propria lista aperta anche ad altre forze politiche o, in alternativa, raggiungere una intesa con la Brigandì sostenendola, ovviamente, a tentare la conquista di palazzo Municipio? La scelta di quest’ultima ipotesi, però, ridimensionarebbe e svilirebbe di fatto il ruolo che ormai da anni il Pd ha ereditato dal Pci. Insomma, non ci sono altre alternative: prendere o lasciare anche perché la Brigandì ha detto a chiare lettere che non ha nessuna intenzione di mettere in discussione la propria candidatura. Il che significa o con me oppure ognuno prenda la strada che crede più conveniente.
Dunque, alla luce di queste dichiarazioni non c’è più spazio alle voci circolate negli ultimi giorni secondo le quali “Nizza Viva” avrebbe proposto Giacomo D’Arrigo candidato a sindaco e la Brigandì, in caso di vittoria, per il ruolo di presidente del Consiglio. Manco a parlarne, perché il gruppo della Brigandì avrebbe formulato la stessa bozza, invertendo però i ruoli.
Nonostante le posizioni siano diametralmente opposte, pare che tra quelli di “Nizza Viva” e la candidata Brigandì, i contatti non siano stati interrotti e nelle prossime ore dovrebbe essere noto un comunicato per fare definitivamente chiarezza su come stanno le cose e se sia o meno stato raggiunto un accordo. Una cosa però è certa: o il Pd accetta le condizioni della Brigandì, oppure dovrà attrezzarsi da solo per affrontare la tornata elettorale.
Il che significa una sfida a tre: Di Tommaso, Brigandì e, probabilmete, D’Arrigo.

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