Barcellona P. G. Continua la lotta ai ”furbetti”, scoperta società edilizia evasore totale

BARCELLONA P. G. – Le Fiamme Gialle della Tenenza di Barcellona Pozzo di Gotto hanno scoperto l’ennesima società “evasore totale” operante nel settore dell’edilizia con sede legale in quel Comune che aveva omesso la presentazione delle previste dichiarazioni fiscali per gli anni d’imposta 2007 e 2008. 
L’attività di verifica, condotta mediante l’analisi di documentazione contabile ed extracontabile acquisita in sede di accesso, ha permesso di scoprire, per il successivo recupero a tassazione, elementi positivi di reddito non dichiarati al Fisco per oltre € 1.000.000,00, un’IVA dovuta di € 122.000,00 circa, un’IVA non versata per € 91.500,00 ed omesso versamento IRAP per oltre € 40.000,00. Altra prassi fraudolenta utilizzata dalla società verificata era quella di utilizzare in compensazione crediti inesistenti, o comunque non spettanti, mediante la presentazione di modelli F24, per quasi € 334.000,00.
Il rappresentante legale della società è stato deferito in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica, per il reato di indebita compensazione e per aver emesso fatture false nei confronti di altro soggetto al fine di permettere a quest’ultimo un’indebita deduzione di costo ed indebita detrazione dell’imposta.
Sulla base delle attività di indagine svolte dalle Fiamme Gialle della locale Tenenza, la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ha richiesto al GIP competente il sequestro preventivo per equivalente, cioè per valori pari alle somme dovute all’Erario e non versate, attraverso l’utilizzo di crediti inesistenti e/o non spettanti, superiori alla soglia di punibilità pari ad € 50.000,00, e all’IVA dovuta per l’emissione delle fatture false.
In particolare, il GIP competente, ha disposto il sequestro preventivo di una somma di denaro pari ad euro 385.000,00 circa nella disponibilità dell’indagato e/o della società di cui è rappresentante legale, ovvero, in mancanza di disponibilità di tale somma, dei beni intestati all’indagato e/o alla società sino alla concorrenza della citata somma.
Tale strumento normativo permette quindi di assicurare valori pari a quelli dell’evasione perpetrata dal responsabile, con l’aggressione diretta del patrimonio dell’evasore. I finanzieri hanno quindi dato esecuzione al decreto del GIP ponendo sotto sequestro somme di denaro ritrovate sui conti correnti dell’imprenditore ed apponendo anche i sigilli ad un autoveicolo.

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