Furci. ”No” del Tribunale all’ex presidente del Consiglio Di Bella alla richiesta di 60mila euro avanzata al Comune per indennità di carica

FURCI SICULO –  Il tribunale di Messina, sezione Lavoro, ha revocato il decreto ingiuntivo del 25 giugno 2009 con il quale veniva “ordinato” al Comune il pagamento di una somma complessiva pari a 60mila e 683 euro, a titolo di indennità di funzione per il ruolo di presidente del civico consesso, ricoperto da Bruno Di Bella dal 1998 al 2008.
Il giudice Silvana Cannizzaro ha accolto l’opposizione promossa dall’Ente locale nella persona del sindaco pro-tempore, Bruno Parisi. Nella sentenza viene specificata la motivazione, legata alla «incompetenza per materia del giudice adito». Il Comune (rappresentato dall’avvocato Pietro Santoro) aveva presentato ricorso il 13 agosto del 2009 «deducendo, in via preliminare l’incompetenza per materia» del giudice del lavoro «che aveva emesso il decreto, contestando nel merito la fondatezza delle pretese».
Di qui la richiesta di “rigetto”. Nella sentenza si ritiene che «l’eccezione relativa al difetto di competenza del giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo sia fondata». E ancora: «Il rapporto intercorso tra Di Bella (difeso dall’avv. Raffaele Tommasini) e il Comune (rappresentato dall’avv. Pietro Santoro), che costituisce il titolo del credito azionario in sede monitoria, non è assumibile tra quelli per i quali è prevista la competenza del giudice del lavoro».
Il presidente del Consiglio è ritenuto «funzionario onorario, vale a dire titolare di un rapporto di servizio con attribuzione di pubbliche funzioni, non assimilabile al pubblico impiego…».
In virtù di ciò viene specificato che «il servizio prestato in qualità di funzionario onorario con attribuzioni di pubbliche funzioni, non rientra nello schema del rapporto di lavoro subordinato né in quello della collaborazione continuativa caratterizzata da parasubordinazione».

Leave a Response