Messina. Stabilizzazione precari della pubblica amministrazione, la Cisl: ”Non c’è più tempo da perdere”

MESSINA –  “Il Governo regionale, i sindaci, l’ANCI, le Organizzazioni sindacali, devono affrontare il grave problema della stabilizzazione a tempo indeterminato dei precari della Sicilia e arrivare a una risoluzione positiva e definitiva. La stabilizzazione dei precari è una priorità e il blocco delle procedure una cosa gravissima che va risolta con indifferibile urgenza”. Il segretario generale della Cisl Funzione pubblica di Messina, Emanuele, prende posizione dopo lo stop da parte della Corte dei Conti che, a seguito di pareri richiesti da diversi sindaci siciliani, obbliga al rispetto dei vincoli previsti dalle norme nazionali nonostante la Sicilia abbia legiferato utilizzando lo status di Regione a statuto speciale.
“Abbiamo tentato di trovare una soluzione nelle pieghe della legge per dare il via alle stabilizzazioni – sostiene Emanuele – ma in quegli Enti in cui sono stati fatti timidi passi avanti ci si è fermati di fronte alle perdite di tempo e alle strumentali perplessità degli amministratori locali. “Le Amministrazioni – denuncia la Cisl Fp – non hanno mai fatto un lavoro serio per arrivare alla stabilizzazione definitiva, contrariamente a quanti da diversi anni si spendono con forza e convinzione portando avanti l’annosa battaglia. E’ giunta l’ora di fare chiarezza e bisogna reagire perché non deve essere consentito alle amministrazioni di sfruttare i lavoratori precari per servizi essenziali quali trasporti, refezione, vigilanza, servizi tecnici, servizi amministrativi, acquedotto, tributi sapendo che un’altissima percentuale di dipendenti storici è ormai collocato a riposo e senza essersi verificato alcun ricambio per il divieto imposto dalla legge”.
“Bisogna – sostiene Emanuele – bloccare gli Enti, per legge e con sanzioni pesanti, per evitare che continuino ancora a sperperare risorse pubbliche per conferimento incarichi a esperti, consulenti,  esternalizzazioni di servizi, sagre, feste, convegni e seminari”. La Cisl chiede una reazione forte di tutti gli attori coinvolti, convinta che l’asse di azione debba essere spostato a livello regionale e nazionale. “Lombardo e i suoi deputati di maggioranza e di opposizione – afferma ancora il segretario generale della Cisl Fp Messina – devono assolutamente affrontare la vicenda perché si tratta di un problema sociale, occupazionale, di sopravvivenza per oltre 20 mila lavoratori in tutta la Sicilia e delle rispettive famiglie”.
La Funzione Pubblica della Cisl ricorda come si parli anche di altri 6000 lavoratori LSU non ancora contrattualizzati, di cui un parte sono ostaggio di cooperative a sfondo politico, e soprattutto della vastissima platea di lavoratori disoccupati che vivono a totale carico delle rispettive famiglie senza avere la speranza di poter avere un posto di lavoro. “Non bastano i proclami dei Governi nazionali e regionali – conclude Emanuele – bisogna agire e trovare soluzioni definitive per evitare la rivolta sociale”.

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