S. Alessio. Dopp un’attesa durata 63 anni adesso il Comune può fregiarsi di stemma e gonfalone

S. ALESSIO SICULO – «Finalmente anche Sant’Alessio ha un suo segno identificativo, un altro risultato importante per la storia della nostra comunità è stato raggiunto». Sono le parole con le quali il sindaco, Giovanni Foti, ha commentato la nota dell’Ufficio onorificenze ed araldica della presidenza del Consiglio dei Ministri pervenuta al Comune alessese, che dà la blasonatura ufficiale allo stemma e al gonfalone approvati dal Consiglio comunale lo scorso 27 gennaio. Manca ancora, tuttavia, l’ultimo passaggio burocratico: «Il decreto concessivo approvato – spiega il consigliere Nino Lo Monaco, che ha curato l’iter – verrà inoltrato per le firme del Presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti e del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano».Grande la soddisfazione degli amministratori comunali. «Erano ben 63 anni e nove mesi – sottolinea Nino Lo Monaco – che il nostro Comune attendeva di avere un proprio stemma e il relativo gonfalone: questo è un momento storico. Ci siamo riusciti grazie ad un costante impegno che ci ha portati finalmente ad un risultato positivo, superando tante critiche, spesso spropositate, e lo scetticismo montato ad arte da chi ha avuto tanto, anzi tantissimo tempo, per poter progettare, ideare e realizzare tali simboli identificativi e non lo ha fatto. Personalmente ringrazio il funzionario Francesco Galletta dell’Ufficio Onoreficenze e Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri per i preziosi consigli e le signore Giardina e Restifo dell’Ufficio Segreteria del Comune per la disponibilità. Da parte mia, con l’impegno e il lavoro – ha proseguito Lo Monaco – ho cercato di rappresentare in sintesi la vera identità culturale di Sant’Alessio, con la ferma convinzione che senza l’orgoglio per i propri emblemi e la passione di vivere lo spirito e la vita della propria comunità non vi può essere appartenenza e rappresentanza vera e significativa. Sono soddisfatto del lavoro realizzato – ha concluso il consigliere – che sicuramente sarà utile anche alle generazioni che verranno dopo di noi».

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