Alì Terme. Unanime ”no” del consiglio comunale alla soppressione degli uffici del Giudice di pace

ALI’ TERME –  Il Consiglio comunale di Alì Terme si è fatto portavoce del dissenso dei cittadini ed ha detto no, ufficialmente, alla paventata soppressione degli uffici del Giudice di pace, prevista dal governo Monti nell’ambito della legge (del 14 settembre scorso) che punta alla riorganizzazione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza. Il dissenso è stato votato da 10 consiglieri su 12 (erano assenti Maria Catena Sterrantino e Giuseppe Coglitore). Solo il consigliere Carmelo Melato ha manifestato una certa sorpresa per la proposta all’ordine del giorno. «Sarebbe stato più opportuno – sostiene – proporre un consorzio fra enti accompagnata da una analisi dei costi da sottoporre alla valutazione del Consiglio». Nel caso in cui, infatti, i Comuni riuscissero a garantire le spese, gli Uffici del Giudice di pace non verrebbero soppressi. A tal proposito, il sindaco, Lorenzo Grasso, ha spiegato che «l’alternativa proposta da Monti non è percorribile in quanto i Comuni costituiti in consorzio difficilmente potranno accollarsi le urgenti spese per il mantenimento degli uffici in questione». Il primo cittadino ha aggiunto che «la manifestazione di dissenso votata dal Consiglio, non preclude, comunque, che la proposta di consorziarsi, avanzata da Melato, possa essere perseguita. Ma ritengo tale alternativa una contraddizione – ha concluso Grasso – poiché precedenti norme prevedono la soppressione degli organismi consortili. Insomma, la questione è tutt’altro che semplice». Il presidente dell’assemblea, Pietro Caminiti, ha spiegato che «il dissenso in votazione è anche e soprattutto quello della collettività aliese, nei confronti dei preannunciati provvedimenti statali tendenti al riordino degli uffici giudiziari che passa anche attraverso la soppressione del locale ufficio del Giudice di Pace».
Nella deliberazione è stato specificato che l’ufficio di Alì Terme costituisce «comprovato esempio di speditezza e professionalità nell’amministrazione della giustizia nella circoscrizione di competenza, contribuendo significativamente a garantire il rispetto delle regole di convivenza civile, in costante collaborazione con le amministrazioni pubbliche e con i relativi organi di polizia»

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