Barcellona. Lotta ai ”furbetti”, la GdF scopre ditta che aveva omesso di dichiarare reddito per oltre 500 mila euro

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Le Fiamme Gialle della Tenenza di Barcellona Pozzo di Gotto, nell’ambito dell’incessante ricerca di evasori totali e paratotali svolta dai Reparti del Corpo, nel corso del 2011 hanno scoperto una ditta individuale, evasore totale, operante nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio di autoveicoli con sede legale a Barcellona Pozzo di Gotto, che aveva omesso la presentazione delle previste dichiarazioni fiscali per l’ anno d’imposta 2008. L’attività di verifica, condotta mediante l’analisi di documentazione contabile ed extra-contabile acquisita in sede di accesso dai finanzieri, ha permesso di scoprire, per il successivo recupero a tassazione, elementi positivi di reddito non dichiarati al Fisco per oltre € 500.000,00 di cui circa € 70.000,00 non contabilizzati, un’IVA dovuta di circa € 90.000,00, IVA non versata per circa € 35.000,00, omesso versamento IRAP per oltre € 8.000,00, e IRPEF non versata per oltre € 31.000,00. Inoltre, durante l’esame dei registri contabili obbligatori, è risultato come la ditta utilizzasse, nei modelli di pagamento F24, crediti d’imposta per l’incremento dell’occupazione inesistenti e/o comunque non spettanti, ovvero falsamente maturati compensando tutte le altre imposte e/o tributi, i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori INPS ed i premi assicurativi INAIL per quasi € 111.000,00.
Il titolare della ditta, residente a Barcellona P.G., era stato deferito in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica, per il reato previsto dall’art. 10-quater del D.Lgs. 74/2000 che punisce le indebite compensazioni, per importi superiori a € 50.000,00, di crediti non spettanti o inesistenti, nel contempo, sulla base dell’attività di indagine svolta dalle Fiamme Gialle della locale Tenenza, la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto aveva richiesto al GIP competente il sequestro preventivo per equivalente di valori pari alle somme dovute all’Erario e non versate, poiché indebitamente compensate, attraverso l’utilizzo di crediti inesistenti e/o non spettanti.Tale strumento normativo permette quindi di aggredire direttamente il patrimonio degli evasori, proprio sequestrando in via preventiva beni, denaro e altre utilità per l’entità concorrente alle somme evase. Le finalità sono quelle di evitare che quanto dovuto dai contribuenti sanzionati resti inesigibile perché, nel frattempo, se ne sono disfatti intestandolo ad altre persone, così da renderne meno agevole l’individuazione. Adesso i finanzieri, dando esecuzione al decreto del GIP, hanno posto sotto sequestro somme di denaro ritrovate sui conti correnti dell’imprenditore, nonché un immobile, consistente in un fabbricato di circa mq. 160.       

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