Sicilia. Lunedì il ritorno dei ”forconi”: impediranno l’esportazione dei carburanti lavorati nell’Isola. I siciliani ”non verranno penalizzati”

Da lunedi’ prossimo il Movimento dei forconi attuerà presidi davanti alle raffinerie e davanti ai pontili degli impianti per non permettere l’imbarco di carburante che viene esportato fuori dalla Sicilia. Manifestazioni di protesta sono in programma anche davanti alle sedi di Serit e Agenzia delle entrate.Blocchi. Queste le nuove forme di protesta del Movimento dei forconi, ufficializzate oggi pomeriggio a Catania dal presidente Mariano Ferro che esclude, però, le forme dure messe in campo nelle scorse settimane quando la Sicilia è stata messa in ginocchio da sei giorni di blocchi stradali totali. La strategia d’azione dei prossimi giorni del movimento, stando alle parole dei leader “non penalizzerà più i siciliani e l’economia isolana” . Gli agricoltori,  da parte loro, chiedono i danni: 70 milioni. Il leader, Mariano Ferro, ha anche attaccato il presidente della Regione siciliana: “Lombardo è scivolato – ha  detto – su una buccia di banana dicendo che il nostro movimento ambisce alla ribalta con le telecamere e che ci stiamo divertendo, noi non abbiamo bisogno di divertirci, rappresentiamo una parte dei siciliani che lavora e non guadagna”. I pescatori, invece, si recheranno direttamente a Roma per far sentire le loro ragioni. «I marittimi di tutta Italia si ritroveranno nella capitale il prossimo 7 febbraio per far sentire la loro voce», ha affermato Fabio Micalizzi, rappresentante dei pescatori.«Se c’è una cosa positiva in questo momento così critico è che la nostra categoria ha ritrovato una unità che mancava da anni».

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