Taormina. Sulla tragica e misteriosa morte dell’imprenditore Maurizio Russo indaga anche la Procura di Marsala. Un appalto pubblico a Salemi al centro dell’attività investigativa. Una svolta?

TAORMINA – Sulla tragica e per certi aspetti misteriosa morte dell’imprenditore taorminese, Maurizio  Russo, 41 anni, scomparso nel marzo dello scorso anno e trovato impiccato ad un albero nelle campagne catanesi 28 giorni dopo, si sta occupando anche la Procura di Marsala. Al centro dell’attività investigativa ci sarebbero vicende connesse ai lavori di completamento dell’ex Collegio dei Gesuiti di Salemi da adibire a servizi culturali. L’appalto se lo aggiudicò nel 2010 l’impresa di Russo, la “Ma.Ru. Costruzioni”. La Procura di Marsala si limita a compiere solo atti urgenti sull’inchiesta poichè la competenza è della Procura di Catania. C’è ancora stretto riserbo su quanto è emerso ma il filone principale dell’inchiesta sembra concentrata su Salemi, dove furono consegnati a Maurizio Russo lavori per 755 mila euro. Russo, si ipotizza, potrebbe averdato fastidio a qualcuno a seguito dei lavori che si era aggiudicati. Maurizio Russo il 24 marzo dello scorso anno era uscito di casa intorno alle 14.30, dicendo alla moglie che sarebbe andato in banca e poi ad un appuntamento di lavoro, ma non è mai rincasato. L’allarme era stato lanciato dalla moglie dopo aver appreso dalla stessa persona con cui l’uomo aveva appuntamento che il marito non si era presentato. Maurizio Russo si era allontanato da casa con il suo furgone Volkswagen. Aveva poi preso l’autostrada A18 a Taormina per uscire a Fiumefreddo. L’indicazione del suo transito era stata accertata dal Telepass a bordo del furgone. L’ultimo avvistamentomento era stato segnalato alle 15:05 dello stesso giorno della scomparsa a Piedimonte Etneo, dove Maurizio Russo era stato notato da un suo collaboratore a bordo del mezzo con il quale si è allontanato da casa. L’uomo,  dopo 28 giorni di ricerche, era stato trovato impiccato a un albero, in un fondo agricolo di contrada Pirao a Randazzo, in  provincia di Catania. Sulla scena del ritrovamento  vennero  riscontrate numerose anomalie ma l’esame autoptico pare aver escluso l’ipotesi di un omicidio, ritenendo sia stato l’uomo ad appendersi. Tuttavia, rimangono ombre e aspetti da chiarire.

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