Sicilia. Disagi per il blocco attuato dai camionisti, in arrivo lo sciopero dei benzinai. Le proteste contro le politiche del Governo nazionale

È scattato lo sciopero dei trasporti in Sicilia chiamato dagli organizzatori “Operazione vespri siciliani”. La protesta, promossa da “Forza d’urto” – il movimento nato da Autotrasportatori Aias, Movimento dei Forconi, pescatori, imprenditori agricoli e da altre organizzazioni – durerà cinque giorni, e si concluderà alla mezzanotte di venerdì prossimo. A Messina camion e tir sono fermi alla barriera di Divieto, a Villafranca Tirrena e ai caselli di Tremestieri. Lunghe code di auto si registrano agli ingressi di diversi caselli autostradali siciliani che sono presidiati dagli autotrasportatori che aderiscono alla protesta contro le politiche del governo nazionale in materia di accise sui carburanti per il trasporto e l’agricoltura e sulla mancanza di aiuti.
 Presi d’assalto i distributori  per lo sciopero di  sette giorni annunciato dai  benzina im  segno di protesta per i provvedimenti di liberalizzazione preannunciati dal governo: è questa la decisione della Figisc, la federazione che riunisce i benzinai della rete ordinaria, e dell’Anisa, che associa i gestori delle aree di servizio autostradali, in merito alle ipotesi di liberalizzazione della rete carburanti. Per ora nessuna notizia riguardante le modalità della serrata che saranno definite nei prossimi giorni, «anche alla luce dei provvedimenti che il Governo assumerà nel prossimo Consiglio dei Ministri». La protesta degli operatori del settore è stata indetta contro la decisione del governo di “intervenire sull’esclusiva di fornitura nella rete carburanti” che, a loro dire, “non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti”. I gestori si scagliano anche contro la norma che autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service senza la presenza dell’operatore”.

 

 

 

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