Soppresione dei giudici di pace ad Alì Terme, S. Teresa e Francavillla, i sindaci chiederanno un incontro con il ministro

S. TERESA DI  RIVA – L’Unione dei Comuni delle Valli joniche si  è attivata per  evitare l’accorpamento a Messina degli uffici dei giudici di pace di S. Teresa e Alì Terme, come previsto dal governo nello schema di decreto legislativo approvato alla fine dello scorso anno. «I disagi per i cittadini dell’intero comprensorio – dice Gianni Miasi, presidente dell’Unione  dei Comuni  – sarebbero enormi. Ho già contattato i colleghi sindaci e mi sono attivato per una azione congiunta. L’obiettivo da raggiungere è che rimanga quanto meno un ufficio sul territorio, magari a S. Teresa, una cittadina baricentrica tra Scaletta Zanclea e la Valle dell’Alcantara, che rischia di perdere l’ufficio di Francavilla».
E’ previsto che i Comuni evitino la soppressione accollandosi i costi per il funzionamento della sede del giudice di pace. «I locali di S. Teresa – spiega Miasi – sono di proprietà del Comune e per quanto mi riguarda sono disponibile ad inviare una unità lavorativa per del settore amministrativo. Ma basterà?».
Il presidente dell’Unione ha annunciato che sarà chiesto un incontro con il ministro per evidenziare le difficoltà che si creerebbero con la soppressione degli uffici di Alì Terme, S. Teresa e Francavilla, in un bacino di utenza di circa 70mila abitanti. Miasi ha, inoltre, ricordato che «con i colleghi presidenti delle Unioni Valle del Nisi, Lorenzo Grasso, e Monte Scuderi, Antonio Miceli, abbiamo deciso che le istituzioni devono dare una risposta unitaria e ferma a questo tentativo illogico di impoverire ancora una volta il nostro comprensorio. La nostra non è una battaglia di campanile – sostiene Miasi – bensì l’esigenza di evitare che le popolazioni vengano private del legittimo diritto di ottenere giustizia sul territorio, in tempi ragionevoli e a costi accettabili».

 

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