Giudice di pace; gli uffici di Alì Terme, S.Teresa, Taormina e Francavilla potrebbero essere accorpati

La scure dei tagli per la crisi non risparmia neanche la giustizia. A farne le spese questa volta sono i giudici di pace. Non fanno eccezione quelli della provincia di Messina. Il decreto legislativo che è stato approvato poco prima della fine dell’anno, prevede la soppressione in tutta italia di 674 uffici sugli attuali 846. Nella nostra provincia stando allo schema messo a punto dal ministero della giustizia, dovranno essere accorpati gli uffici del giudice di pace di Alì Terme, Francavilla, Santa Teresa di Riva, Taormina e Rometta. Mistretta dovrà invece accorpare quello di Santo Stefano di Camastra: Barcellona quelli di Lipari, Milazzo e Novara di Sicilia; Patti accorperà gli uffici del giudice di pace di Naso, Sant’agata di Militello, Santa’Angelo di Brolo e Tortorici. Una rivoluzione, che di certo genererà polemiche a vari livelli, ma che permetterà di recuperare giudici e personale. Tagli pesanti che non risprmiano nessun settore e che nella fattispecie sono mirati a dare un nuovo e più adeguato assetto alla geogafia giudiziaria del nostro paese. Il testo del decreto legislativo adesso passerà in esame a Camera e Senato. Solo gli enti locali potrebbero evitare la soppressione degli uffici del giudice di pace accollandosi i costi di funzionamento delle rispettive sedi

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