Cateno De Luca: ”Non potevo essere arrestato” e contesta le indagini della Procura di Messina

PALERMO – Torna all’Assemblea regionale siciliana il deputato Cateno De Luca, fondatore del movimento “Sicilia Vera”, indagato per abuso d’ufficio e tentata concussione nell’ambito di una inchiesta su appalti a Fiumedinisi, comune che De Luca ha amministrato da sindaco. Accompagnato dagli avvocati Tommaso Micalizzi e Carlo Taormina, De Luca, in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, ha ripercorso la sua vicenda giudiziaria, contestando le indagini condotte dalla Procura di Messina. «Questo è un processo farsa e mi assumo la responsabilità di quello che dico», ha detto il deputato che ha citato il pronunciamento della Cassazione che ha accolto il ricorso della difesa annullando senza rinvio la misura cautelare disponendone la cessazione.
«Per la Cassazione non c’è dubbio – sostiene il politico – De Luca non poteva essere arrestato perchè le contestazioni mosse non esistevano. Adesso aspettiamo con trepidazione le motivazioni». Il deputato ha annunciato che presenterà una decina di denunce per calunnia e per estorsione. Il politico invoca chiarezza da parte del Tribunale di Messina. «Mi devono consegnare tutte le carte – continua –. Le pretendo e sono disposto a incatenarmi al Palazzo di giustizia e a cominciare lo sciopero della fame». Il deputato ha tirato in ballo «alcuni burocrati» della Regione, parlando di «terzo livello» e annunciando denunce nei confronti di tre dirigenti, senza farne il nome. Ha poi parlato di «molte stranezze in questa vicenda», come il fatto che le indagini siano state condotte dalla polizia municipale e che «non sono state portate le prove della difesa». «Sono convinto, e lo è anche De Luca, che dietro la sua vicenda ci sia un complotto. Dobbiamo solo svelarlo», ha aggiunto l’avv. Taormina, che ha parlato di «burattini mossi da un burattinaio» che, secondo l’avvocato, si annidano in vari Palazzi, a Messina, a Fiumedinisi e anche a Palazzo dei Normanni, sede del parlamento siciliano. «Stiamo indagando su questo Palazzo», ha affermato Taormina. «Non parliamo di difesa di De Luca – ha aggiunto – ma di attacco, qualche Palazzo non c’è dubbio tremerà»

Leave a Response