Concorso “‘A cona più bella”, vincono gli aliesi Antonino Cappo e Santino Fiumara

ALI’ TERME – Sono stati Antonino Cappo, di Alì Terme, e Santino Fiumara, di Alì, gli autori della “cona” vincitrice del secondo concorso “’A Cona più bella – Il Natale di tradizione a Messina”, ” indetto dall’associazione Amici del Museo di Messina, dal Museo di “Cultura e Musica Popolare dei Peloritani” di Gesso e dal Centro Studi Cateriniani “Mons. Giuseppe De Maria”. I due aliesi l’hanno spuntata nella categoria “Privati/negozianti” ma per la riviera jonica è stato un autentico trionfo anche nella altre sezioni. La “cona” realizzata dalla parrocchia Sant’Agata Vergine e Martire di Alì ha vinto nella categoria “Chiesa/parrocchie”, dove il podio è completato dalle “cone” allestite nella chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Giacomo di Itala Marina. La cerimonia di premiazione si è svolta a Messina, nella chiesa di Santa Caterina. Sono intervenuti il prof. Franz Riccobono, presidente degli Amici del Museo, mons. Mario Di Pietro, parroco di Santa Caterina e presidente del Centro Studi Cateriniani, e il prof. Mario Sarica del Museo di Gesso. La Giuria, composta dall’arch. Giovanni Casale, dal prof. Alessandro Fumia, dalla dott.ssa Venera Finocchiaro, dal dott. Marco Grassi, dalla prof.ssa Paola Labadessa, dal prof. Nino Sarica e dall’avv. Elio Tavilla, ha inoltre assegnato il primo posto ex aequo nella categoria “Scuole/associazioni” all’asilo nido comunale “Suor Maria Francesca Giannetto” di Camaro e all’associazione “Amici di Gesù” di Gioiosa Marea. Nella sezione privati, al secondo posto si è piazzata Giovanna Finocchiaro di Messina, seguita al terzo ex aequo da Piero Chillè, di Messina, e Caterina Scoglio, di Vulcano. Una menzione speciale è andata all’89enne Paolo Vinci e al nipote Paolo Vinci, 16 anni, di San Filippo Superiore. L’iniziativa è stata promossa per valorizzare e diffondere la peculiare ed antica tradizione della “cona” messinese: un tipico apparato natalizio, sia domestico che pubblico, un tempo molto diffuso a Messina e nel territorio peloritano, che consiste in una piccola grotta, realizzata con materiale vegetale (felci, “sparacino”, “’mbriacheddi”) e decorata con tutti quei colorati frutti che la natura offre in inverno (agrumi, frutta secca), al cui interno si colloca un Bambino Gesù.

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