Lipari. L’omicidio della 62enne Eufemia Bivona alla vigilia di Natale, arrestato il presunto assassino. La folla ha tentato di linciarlo

LIPARI – A nove giorni dal delitto che ha scosso la comunità di Lipari, dopo serrate e complesse attività investigative, i carabinieri sono risaliti al presunto assassino nei confronti del quale il dott. Francesco Massara ed il dott. Mirko Piloni, sostituti procuratori della Repubblica del tribunale di Barcellona, hanno emesso un decreto di fermo. Il sospettato  è Roberto Cannistrà, 35 anni,  residente a  Lipari, con  precedenti  penali che, la vigilia  di Natatale, avrebbe ucciso la 62enne Eufemia Bivona, il cui corpo privo di vita fu ritrovato all’interno del garage adiacente alla sua abitazione di  contrada  Quattropani, con una ferita da arma da taglio sul collo. La donna, di  rientro a casa, aveva sorpreso Cannistrà, che abitava vicino casa sua, mentre stava tentando di compiere un furto  I carabinieri hanno trasferito l’uomo a Milazzo con una motovedetta. Una  folla di uomini e donne, che si era radunata sul molo, ha  gridato all’indirizzo dell’assassino: ”Bastardo, ammazzatelo, devi morire, il piacere sarebbe stato sputargli in faccia”. I carabinieri hanno faticato a tenere lontano la folla che voleva linciare Cannistrà che, adesso, si trova nelle carceri di Messina.
Le indagini immediatamente avviate nella notte di Natale dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Barcellona P.G. e dai militari Stazione di  Lipari, affiancati da squadre di investigatori della Compagnia di Milazzo e del Nucleo investigativo del Comando provinciale, coordinate dal dott. Mirko Piloni, si erano orientate su più fronti: dall’omicidio premeditato, generato da risentimenti o motivi d’interesse economico, al semplice furto, trasceso nel tragico epilogo, all’impeto di un folle.
Sono stati ricostruiti immediatamente gli ultimi momenti della vittima, avvistata nella mattinata del 24 dicembre in un esercizio commerciale della contrada e stabilite le relazioni parentali, le amicizie, le frequentazioni e le abitudini della stessa vittima, procedendo per giorni e notti, all’escussione di oltre 140 persone, tra gli abitanti della zona, i parenti della sessantaduenne, la gran parte residenti nella prospiciente isola di Santa Maria di Salina ed ogni altra persona sospetta.
A tale incessante attività, erano state associate decine di perquisizioni e servizi volti a monitorare i movimenti di persone sospette. Ad ulteriore supporto delle spasmodiche attività, anche un’ampia ricognizione aerea effettuata con un elicottero del 9° Elinucleo carabinieri di Palermo nel primo pomeriggio del 27 dicembre, finalizzata, tra l’altro, a trarre ogni utile conoscenza sui luoghi, sulle vie di comunicazioni e sui possibili itinerari di fuga.
Decisivo per la soluzione del caso, il rinvenimento di minuscole tracce ematiche, non visibili all’occhio umano, repertate nel corso di accuratissimi rilievi condotti dagli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche di Messina all’interno dell’abitazione della vittima, risultate appartenenti ad una  persona di sesso maschile.
Sulla scorta di tali risultanze, emerse dopo rigorose analisi di laboratorio, sono stati prelevati campioni salivari di oltre 60 persone, tutte comprese in un’ampia rosa di soggetti ritenuti, a vario titolo, sospetti alla luce dei copiosi elementi raccolti dai vari team di investigatori nel quadro di attività condotte secondo le tradizionali procedure e metodiche info-investigative.
Capillare e meticolosa è stata, a tal riguardo, l’opera di analisi e raffronto delle dichiarazioni rese dai soggetti interrogati, volta soprattutto a cogliere contraddizioni, incongruenze o percepire ogni altro elemento utile per l’individuazione della giusta pista e per ampliare la rosa dei sospettati.
L’isola, il cui varco di accesso del molo di Sottomonastero di Marina Lunga  è stato ininterrottamente presidiato dai militari dell’Arma, è stata passata al setaccio per tutta la settimana, anche attraverso controlli condotti nella notte di Capodanno presso luoghi di ritrovi e discoteche.
Nella serata di ieri è poi emersa la compatibilità del profilo del Dna dell’estraneo, estratto dalle tracce ematiche repertate dai militari del Ris, con il campione di saliva prelevato nei giorni scorsi al presunto autore, nei cui confronti i carabinieri avevano  più di un sospetto.
 

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