Nostalgie di cose lontane. Le Radio libere degli anni ’70 nella riviera ionica, un momento di crescita sociale

di  Orazio Leotta

La prima fu Radio Delta nell’ottobre del 1976 con sede in Via Francesco Crispi. Soci fondatori Antongiacomo Rizzo, Umberto Gaberscek e i fratelli D’Arrigo; poi fu la volta di Radio Libera 77 nel gennaio dell’anno successivo che si ubicava nella Via Santa Lucia, fondata dai vari Nino Denaro, Ignazio Passari, Gabriele De Luca, Francesco Foti e Carmelo Trimarchi. Direttore Umberto Gaberscek prima e Pippo Puglisi poi. Non ve n’erano altre nella riviera jonica; le più vicine erano Radio Taormina International da un versante e Radio Messina Sud nell’altro. Il loro impatto sociale fu epocale: venne valorizzato come non mai lo sport locale con le dirette dai campi, la lettura dei risultati e gli ospiti in studio; i programmi di liscio e musica leggera erano inframezzati dalle continue richieste di dediche e ciò costituì un fattore aggregativo non indifferente; e poi spazio alla cronaca coi giornali radio, i quiz, gli approfondimenti politici e culturali, di rilievo le rubriche a cura di Mino Zardi e Padre Murolo e poi la musica rock e quella da discoteca che tanto andava in voga a quel tempo. L’autofinanziamento dei soci fu il volano che fece spiccare il volo alle emittenti aliesi, poi venne la pubblicità e gli accordi con le case discografiche, ma chi si impegnò in prima persona nel mettere in piedi quanto necessario per la sopravvivenza quotidiana di tutto l’apparato (pareti insonorizzate, strumentazione, affitto, luce, spostamenti vari, sistemazione di antenne fisse e mobili, manutenzione, Siae e quant’altro) non recuperò mai i capitali investiti. Una sorta di entusiasmo giovanile, di volontariato, tipico degli anni ’70 nel creare qualcosa di nuovo, di “liberare” e rinnovare un settore ingessato quale quello della radio, di lanciare idee nuove, programmi originali e di avvicinarsi alla gente con intenti aggregativi.

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