Itala. Vie di fuga d’emergenza, saranno costruite le bretelle tra la statale 114 e l’autostrada Me-Ct. Costo un milione di euro

ITALA – Saranno realizzate  l’anno prossimo le bretelle di collegamento tra la Statale 114 e l’autostrada Messina-Catania. Lo ha detto il capo del Dipartimento regionale della Protezione civile,  Pietro Lo Monaco, ai sindaci di Scaletta e Itala, Mario Briguglio e Antonio Miceli. L’impegno è stato preso nel corso della visita agli alluvionati del 2009, a Giampilieri Superiore, del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, in occasione delle festività natalizie. Si tratta di un’opera di vitale importanza (da utilizzare solo per emergenza), dell’unica via di fuga al momento immaginabile quando viene chiusa la Statale 114. Una ipotesi per nulla remota considerato che nell’ultimo lustro i due paesi sono rimasti isolati per parecchi giorni tra i due Capi (Scaletta e Alì) che li dividono da Messina a Nord e dal resto della riviera jonica a Sud. Le bretelle dovrebbero essere realizzate a Itala. Il progetto esiste ed in più occasioni ne è stato sollecitato il finanziamento. Sarà necessario un milione di euro. «L’ing. Lo Monaco – taglia corto il sindaco di Itala Antonio Miceli – ci ha detto che le risorse ci sono e la disponibilità della Protezione civile è massima». L’opera è stata inserita nel piano di interventi post-alluvione. «In un primo momento figurava tra gli interventi secondari – sottolinea il primo cittadino di Scaletta, Briguglio – mentre adesso è tra quelli prioritari». Il sindaco va presto oltre la realizzazione delle bretelle, «di fondamentale importanza. E vero – chiosa Briguglio – ma qui ci dobbiamo mettere in testa una cosa: il territorio va messo in sicurezza. Servono opere e risorse, altrimenti è meglio abbandonarli questi paesi». Parole dure che tradotti in soldoni vogliono dire 200milioni di euro da spendere solo per Scaletta e Itala. Briguglio rilancia la proposta avanzata dal presidente Lombardo la vigilia di Natale: nuovi fondi dai carburanti, con un prelievo sulle accise senza aumentarne ulteriormente il costo, per far fronte al dissesto idrogeologico. «Se non si interviene concretamente – ribadisce l’amministratore – Scaletta e Itala non hanno più futuro».

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