S. Teresa. “Un calcio alla violenza”, incontro con la vedova dell’ispettore Raciti

S. TERESA – Nell’ambito del progetto di “Educazione alla legalità” il 20 dicembre il liceo Classico “Enrico Trimarchi” ha ospitato la signora Marisa Grasso Raciti: “Nel ricordo di Filippo Raciti, un calcio alla violenza” che ha costituito ancora un particolare momento e una proposta tradotti in un messaggio rivolto agli alunni del Classico per educare alla passione per lo sport nella sua giusta interpretazione e combattere un grave fenomeno come quello della violenza negli stadi.
 La figura di Filippo Raciti, Ispettore capo della Polizia di Stato,  morto in servizio durante gli incidenti scatenati da una frangia di ultras catanesi contro la Polizia intervenuta per sedare i disordini alla fine del derby siciliano di calcio, è stata delineata con efficace pathos dalla signora Grasso Raciti  che ha ricordato del marito soprattutto l’amore e il sacrificio, la convinzione che il bene dello Stato si identificasse nella sicurezza del singolo e della collettività intera dei cittadini nell’esercizio della professione. Aveva valutato anche il pericolo per la propria vita nelle azioni di difesa e di protezione da ogni forma di violenza individuale e organizzata. Usa il modello assurdo della tifoseria, la “cultura della curva” così spettacolare per pestaggi, aggressioni, azioni punitive, slogan, celebra l’audacia degli ultras e l’odio per gli avversari e per le forze dell’ordine nel luogo “neutro” del calcio in cui la “realtà” delle azioni umane viene trasferita nel gioco come sede interna ed esterna di confronto tra riti di identità e manifestazioni di ostile aggressività. Tutto risponde ad un inquadramento ideologico che deforma e distrugge i simboli e i criteri di riferimento comuni, nei quali la nostra civiltà si è finora riconosciuta per sostituirli con ritualità della “tribù” del gioco. Un’isola che esclude il senso di appartenenza alla comunità che esige regole, istituzioni , scelte consapevoli.
La scuola si fa carico e sede in tale fase critica dello sviluppo adolescenziale, di promuovere la partecipazione attiva della difesa della legalità, dei valori condivisi, del confronto tra le diversità che costituiscono risorse e non motivo di scontro dettato dal clichè di un gruppo. L’aula diventa così il luogo in cui lo studio si fa impegno sociale, assunzione di responsabilità, valori con i quali i giovani, così attenti e partecipi nella ricezione del messaggio della signora Raciti, costituiscono personalità sane, pronte a difendere, come ha fatto l’ispettore Raciti, i diritti di tutti contro ogni forma di violenza.
L’incontro è stato organizzato dalla professoressa Carmelina Ferraro e fortemente sostenuto dal dirigente scolastico prof .Rosario Calabrese. Gli alunni molto coinvolti hanno apprezzato l’iniziativa dimostrando  grande partecipazione e grande interesse nei confronti di tutte le tematiche affrontate durante la giornata.

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