Messina. L’abolizione dei treni a lunga percorrenza per il nord Italia, lavoratori Servirail protestano e bloccano i tram

MESSINA  – “La sola solidarietà non porta a nulla e abbiamo il timore, già manifestato nei giorni scorsi, che la crescente e comprensibile tensione che percepia tra gli 85 lavoratori Servirail di Messina possa sfociare in atti più eclatante proteste”. La Cisl e la Fit Cisl di Messina si fanno megafono del clima che si registra tra i lavoratori Servirail, al ventesimo giorno di presidio permanente dell’ex impianto messinese e che questa mattina hanno inscenato una nuova protesta nella centralissima piazza Cairoli, bloccando i binari del tram.
“La vertenza non vede sviluppi certi – evidenziano Cisl e Fit – torniamo quindi a sollecitare politica e Istituzioni affinché si passi dalle parole di solidarietà agli atti concreti  prima che la situazione degeneri”.
Secondo Cisl e Fit Cisl di Messina occorre rimettere in discussione il piano industriale 2011-15 di Ferrovie dello Stato, origine delle scelte scellerate di Trenitalia e già contrastato dalla Federazione Trasporti cislina nello scorso mese di maggio.
“Abolire l’introduzione dei cosiddetti hub di Roma e Bologna e ripristinare i collegamenti diretti dalla Sicilia al nord Italia sarebbe unica soluzione per salvare l’occupazione del settore notte e garantire all’utenza un servizio pubblico degno di tal nome”, sostengono dalla Cisl e dalla Fit messinese che denunciano come il “taglio a Roma della lunga percorrenza, spiegato da FS come opera necessaria di risparmio su rami considerati secchi, sarebbe in realtà un’operazione finalizzata a spostare milioni di utenti sul servizio ad alta velocità più remunerativo. Non a caso – aggiungono – accade proprio in prossimità dell’ingresso del competitor privato NTV previsto nel 2012. E non ci stupiremo se a breve verrà lanciata da Trenitalia come panacea di tutti i mali la falsa soluzione di una “tariffa integrata”  tra treno notte e l’alta velocità per andare da Palermo a Milano, Torino o Venezia nascondendo, dietro l’intento apparente di moderare i maggiori costi imposti agli utenti, il vero obiettivo: catturare clientela per  sottrarla al nuovo vettore privato”.
Per Cisl e Fit, infatti, non è un caso l’introduzione recente di quattro classi di viaggio sugli eleganti treni ad alta velocità in cui “si è badato bene a non mischiare la preziosa clientela business con l’emigrante meridionale dalle valige di cartone”.
“Da addetti ai lavori – sottolinea la Fit Cisl – ci risulta illogico e non funzionale  l’attuale orario commerciale che prevede tre relazioni di viaggio analoghe attestate a Roma e previste con treni di sole 8 vetture  a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Appare più funzionale, invece, se il vero intento è la razionalizzazione e non la dismissione del servizio, puntare ad effettuare treni dalla Sicilia con maggiore composizione, 14 carrozze, utilizzando come snodo Bologna da cui lo stesso treno si possa dividere in più sezioni (come avviene oggi a Messina in senso inverso per Palermo e Siracusa) per raggiungere Torino, Milano e Venezia permettendo all’utente di proseguire il viaggio nella stessa vettura senza cambiare treno più volte e sostenendo un prezzo tollerabile”.
Una proposta concreta, razionale nei costi, che non snatura il servizio a lunga percorrenza e garantisce a pieno la mobilità dei cittadini siciliani e che assicurerebbe l’occupazione piena degli 85 lavoratori Servirail di Messina ma anche degli 800 in tutta Italia.

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