La vicenda giudiziaria con arrestati e indagati, per la Corte di Cassazione al deputato De Luca non andava applicato il divieto di dimora a Fiumedinisi

FIUMEDINISI –  La quinta sezione penale della Corte di Cassazione, su richiesta del Procuratore generale Fraticelli ha annullato, senza rinvio, l’ordinanza emessa dal Tribunale  del Riesame di Messina il 19 luglio scorso, che aveva  confermato il provvedimento di applicazione della misura cautelare emessa dal gip, Daria Orlando il 20 giugno scorso,
sostituendolo con il divieto di soggiorno nel comune di Fiumedinisi nei confronti del deputato regionale di ”Sicilia Vera” ed ex sindaco di Fiumedinisi, Cateno De Luca, arrestato il 28 giugno scorso nella sua qualità di primo cittadino, assieme  al  fratello Tindaro  ”Gino”,  al responsabile dell’ufficio tecnico comunale Pietro D’Anna e al presidente  della Commissione edilizia, architetto Benedetto Parisi, con le accuse di tentata concussione e falso in atto pubblico. Solo De Luca, nei giorni immediatamente successivi al pronunciamento del TdL, aveva  inoltrato ricorso in Cassazione, discusso ieri in camera di consiglio dai difensori del deputato, Carlo Taormina e Tommaso Micalizzi. La pronuncia della  Suprema Corte arriva dopo due mesi e mezzo dal momento in cui il Tribunale del riesame di Messina, esattamente il 14 ottobre, aveva revocato il divieto di dimora a Fiumedinisi sia a De Luca che al  fratello Tindaro, a
D’Anna e Parisi.  Adesso si attendono le  motivazioni  della sentenza dei supremi giudici.  Per il deputato regionale e gli altri tre imputati rimane, ovviamente,  l’impianto accusatorio della Procura di Messina per tentata concussione e falso in atto pubblico, reati commessi nel 2007, 2008 e 2009,  per vicende riguardanti l’aprovazione e l’esecuzione del programma  innovativo in ambito urbano denominato “Contratto di Quartiere II Vivi Fiumedinisi”. Nella vicenda giudiziaria figurano indagate altre 14 persone in  attesa, assieme  a De Luca, il fratello Tindaro, D’Anna e Parisi, che le accuse mosse dalla Procura di Messina vengano esaminate nell’udienza preliminare, ancora da fissare, per decidere o meno il loro rinvio a giudizio.

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