Nizza. Parola di sindaco, Di Tommaso: ”In dirittura d’arrivo un Prg a dimensione d’uomo”

NIZZA DI SICILIA –  «Contiamo di ottenere l’approvazione della Vas entro due mesi per poter così adottare il nuovo Prg entro la fine di questo mandato». È ottimista il sindaco della cittadina jonica Giuseppe Di Tommaso. «Bisogna specificare che abbiamo approntato la revisione dello strumento urbanistico e non una redazione ex novo – spiega Di Tommaso – quindi questo nuovo piano, che si è reso necessario perché erano scaduti i vincoli, è stato predisposto nell’ottica della continuità con il precedente. E’ stata una trafila lunga e non semplice – aggiunge il sindaco – ma siamo ormai in dirittura d’arrivo».
Il primo cittadino ha voluto poi rispondere alle principali osservazioni e critiche piovute sulla revisione del Prg, soprattutto da parte della minoranza che ha lamentato una scarsa attenzione per il centro storico. «Condivido le problematiche espresse dall’opposizione – prosegue Di Tommaso – e concorso sul fatto che bisogna salvaguardare l’abitato e consentire la ristrutturazione del centro storico. Però – aggiunge il sindaco – bisogna anche considerare che ripristinando in maniera intensa il centro del paese, dove stimiamo ci siano circa 100 case disabitate, si creerebbero problematiche di sovraffollamento che avrebbe ricadute negative sotto il profilo della viabilità e dei parcheggi. Il Prg – continua il sindaco Di Tommaso – deve invece prevedere, anche e soprattutto, nuove zone di espansione che consentiranno a chi sceglierà di vivere nella nostra cittadina di trovare un abitazione adeguata e confortevole».
Nel nuovo strumento urbanistico viene prevista la realizzazione di nuclei abitativi per sopportare una crescita stimata di circa 700/800 abitanti nei prossimi 10 anni. L’opposizione teme che questo possa portare a una eccessiva cementificazione del paese. Anche sotto questo aspetto, il sindaco Giuseppe Di Tommaso è chiaro: «Le nuove urbanizzazioni sono previste nella parte a monte della ferrovia, verso Fiumedinisi. Abbiamo puntato su due aspetti – conclude Di Tommaso – costruire su aree sicure dal punto di vista geomorfologico e prevedere che sui mq edificati vengano restituite alla collettività aree maggiori di quanto previsto dal decreto ministeriale».

 

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