Savoca. Profanata la chiesetta di S. Biagio. Rubati arredi sacri e divelto un crocifisso

SAVOCA – Incredulità e sgomento nel piccolo centro collinare dell’Agrò dove è stata profanata la chiesa di San Biagio, una cappella privata che sorge in contrada Gazzani, distante dal centro abitato. Ignoti hanno rubato tutti gli ex voto, i pannelli della via Crucis, un quadro raffigurante S. Antonio del Trecento e un quadro di S. Biagio opera del maestro Salemi. Sottratto persino un piccolo crocifisso in argento che è stato divelto dalla croce in legno. La scoperta del furto è stata effettuata dalla famigli Aliberti, proprietaria della cappella, che ha subito denunciato l’accaduto ai carabinieri della locale stazione. Il luogotenente Vito Calì, comandante della stazione di S. Alessio Siculo, ha avviato le indagini. Nessuna traccia viene trascurata per risalire all’autore o agli autori del deprecabile gesto. Intanto, in tutto il comprensorio jonico è profonda l’indignazione per questo nuovo episodio ai danni di un luogo di culto. Solo qualche mese fa erano state rubate le ostie consacrate custodite nel tabernacolo della chiesa madre di Forza d’Agrò. Stavolta i malviventi hanno avuto vita facile perché la chiesa non è protetta da alcun sistema di allarme. I ladri hanno forzato la porta d’ingresso e così hanno potuto agire indisturbati sicuri di non essere uditi visto che la zona, contrada Gazzani, è lontana dal centro abitato. Sono state portate vie le cose care ai devoti ma soprattutto è stato profanato un luogo che i fedeli di tutta la riviera hanno sempre considerato un punto di riferimento. La chiesetta di San Biagio, posta il luogo isolato rispetto al centro abitato di Savoca, è una cappella privata di antica origine di proprietà della famiglia Aliberti ed è molto cara a Pinella e Lucia, che dieci anni fa l’hanno restaurata e la riaprono al culto ed alla devozione dei fedeli il 3 febbraio, giorno della festa di S. Biagio.

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