Intervento alla Camera, l’on. Lo Monte (Mpa) ha invitato il presidente del Consiglio a visitare le zone del Messinese devastate dalle alluvioni

L’onorevole Carmelo Lo Monte, capogruppo del Mpa alla Camera dei deputati, nel corso del dibattito che si è tenuto questa mattina alla Camera, alla presenza del sottosegretario all’Ambiente Tullio Fanelli, sugli eventi alluvionali che hanno colpito duramente varie regioni. ha preso la parola ricordando al sottosegretario quanto successo nel Messinese lo scorso mese e invitando ancora una volta il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, a visitare le zone colpite dal dissesto idrogeologico in Sicilia e in particolare nella provincia di Messina. Lo Monte confida che il governo Monti possa dare un cambio di rotta nella prevenzione e risoluzione delle emergenze apprezzando i primi passi compiuti dall’esecutivo nazionale per i cittadini residenti nelle zone messinesi che hanno subito ingenti danni.
“Noi abbiamo apprezzato la disponibilità del Governo – ha esordito Lo Monte alla Camera – a riferire sui gravi eventi alluvionali delle passate settimane. Già in questa disponibilità speriamo di poter intravedere una prima inversione di rotta rispetto al precedente governo. E’ adesso arrivato il momento nel quale prevenzione e risoluzione delle emergenze devono andare di pari passo. E questo – ha proseguito Lo Monte – deve avvenire senza odiose discriminazioni tra territori com’è invece avvenuto negli ultimi anni. In Sicilia, soprattutto in larga parte della Provincia di Messina, le situazioni di alto rischio per le popolazioni dal punto di vista idrogeologico sono diffuse, in parte per ragioni naturali, in parte per precise responsabilità di chi ha costruito, e di chi l’ha permesso, in zone oggettivamente non adatte o addirittura pericolose. Sono ormai passati oltre due anni dai terribili fatti di Giampilieri e di Scaletta Zanclea, con i loro 37 morti nel fango, e quelle zone attendono ancora che vengano impiegati i fondi per l’emergenza. Ci siamo trovati in questi anni di fronte ad una insensibilità e ad ostacoli burocratici enormi. I primi fondi, certo insufficienti ma necessari per rispondere all’emergenza, sono stati inviati in Sicilia con un’ordinanza che li sottoponeva ai vincoli del patto di stabilità che ne rendeva impossibile l’utilizzo. A prima vista sembrava un errore; si scoprì invece che era una scelta consapevole. E su questo abbiamo apprezzato le prime azioni in controtendenza del nuovo Governo. I morti di Saponara e le tragedie mancate e i danni enormi di Barcellona ci ricordano – ha rimarcato Lo Monte – che occorre intervenire con urgenza e che va avviato un piano nazionale di messa in sicurezza del territorio a partire dalle zone che presentano rischi altissimi. In questi anni abbiamo notato tempi di risposta diversi per zone diverse del territorio. Siamo imbarazzati nel dirlo – ha sottolineato il capogruppo del Mpa – perché si tratta di un fatto odioso e al quale non vorremmo credere noi stessi. Ma è un fatto dimostrabile che le prime reazioni, le provvidenze per l’emergenza e in seguito le ipotesi di messa in sicurezza dei territori non hanno avuto la stessa tempistica, né la stessa consistenza per eventi accaduti al Sud rispetto a eventi accaduti al Nord. A questo Governo chiediamo che ciò non accada più e che non vi siano territori di serie A e territori di serie B. Per questo abbiamo chiesto – ha concluso Lo Monte – e ribadiamo oggi in quest’aula, al presidente Monti di venire in Sicilia a visitare le zone colpite per rendersi conto di persona e per inviare un forte segnale di vicinanza e di fiducia nello Stato di cui quei territori e quelle popolazioni hanno davvero bisogno”.
 

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