Fiumedinisi. Il Consiglio comunale boccia variazione di Bilancio proposta dal commissario Lo Monaco

E il presidente del civico consesso, Alessandro Rasconà, non gradisce la presenza in Aula di Tele90

FIUMEDINISI – Bocciata dal Consiglio comunale di Fiumedinisi una variazione di Bilancio presentata dal commissario straordinario Michelangelo Lo Monaco. La proposta puntava alla cancellazione di una voce in entrata pari a 120mila euro contenuta nel Previsionale 2011. Soldi che sarebbero dovuti arrivare dalla vendita di una parte del bosco comunale. Cinque dei sette consiglieri di maggioranza hanno votato contro (Gugliotta e Caminiti si sono infatti astenuti), mentre i quattro consiglieri di minoranza hanno votato a favore. “La mancata approvazione della proposta – hanno spiegato Repici, Maisano, Ricca e De Francesco – potrebbe comportare delle disfunzioni di carattere amministrativo come, ad esempio, il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali”. Maggioranza e minoranza in disaccordo anche sull’approvazione dei verbali della seduta precedente, primo punto all’ordine del giorno su cui si è registrata l’astensione del consigliere Caminiti e il voto contrario dell’opposizione. Unanimità invece su sostegno del vero “made in Italy” agroalimentare e sull’approvazione di una legge di iniziativa comunale per la valorizzazione e tutela del personale addetto ai lavori socialmente utili.
Nel corso della seduta, il commissario ad acta del Comune, Michelangelo Lo Monaco, ha risposto sulle problematiche sollevate dal presidente del Consiglio, Alessandro Rasconà, e da alcuni consiglieri di maggioranza, in particolare sull’esperto legale e sui consulenti a titolo gratuito, i cui incarichi comporteranno – ha spiegato – notevoli benefici economici a fronte di un impegno economico minimo e sostenibile. La seduta di Consiglio si era aperta con un fuori programma che ha coinvolto la nostra troupe e il presidente del Consiglio, secondo il quale per effettuare le riprese in aula i nostri tecnici avrebbero dovuto chiedere una preventiva autorizzazione. Gli è stato fatto notare che in rispetto del diritto di cronaca le riprese potevano essere effettuate. E così, in effetti, è stato.
Il comportamento di Rasconà è stato stigmatizzato dal gruppo di minoranza che ha definito insolente e irriguardoso l’atteggiamento del presidente del Consiglio e di alcuni consiglieri di maggioranza.

Leave a Response