Il presidente Lombardo sui luoghi dell’alluvione: ”Per creare condizioni di sicurezza Regione e Comuni devono ripensare ai Prg”

SAPONARA – Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, dopo la visita a Barcellona Pozzo di Gotto ha fatto tappa a Saponara dove, in Municipio, ha incontrato il sindaco ed i rappresentanti della giunta e del consiglio comunale; presenti anche gli assessori Daniele Tranchida e Mario Centorrino ed il dirigente generale della Protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco.
“Il primo pensiero – ha detto il Presidente Lombardo – va alle famiglie che hanno perso i propri cari, alle quali esprimo fraterna vicinanza”.
Il sindaco di Saponara, Nicola Venuto, ha posto all’attenzione del governatore la possibilita’, per dare una prima risposta agli sfollati, di utilizzare, d’intesa con gli enti competenti, 50 alloggi dell’Istituto autonomo case popolari per i quali occorrono interventi di ripristino. Anche a Saponara come gia’ a Barcellona, il primo cittadino ha sollevato la questione delle attivita’ commerciali danneggiate.
“Abbiamo provveduto – ha comunicato il Presidente della Regione – alla dichiarazione di stato di calamita cui e’ seguito lo stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri. A breve aspettiamo l’ordinanza di protezione civile che dovra contenere una copertura economica adeguata agli ingenti danni registrati”.
“Occorre ripensare i piani regolatori generali – ha proseguito Lombardo – e, utilizzando risorse che devono venire anche dallo Stato, liberare le case costruite ai piedi delle colline, verificare come sono trattati i letti delle fiumare e valutare come sia possibile creare condizioni di sicurezza. Tutto questo deve essere fatto insieme ai tecnici delle strutture regionali, ma anche con il prezioso contributo dei sindaci che come pochi conoscono realmente il territorio”.
“Rispetto a Barcellona Pozzo di Gotto – ha detto il dirigente generale della Protezione Civile regionale Pietro Lo Monaco – la situazione di Saponara e’ certamente ancor piu’ complessa. Siamo all’opera per salvaguardare i centri urbani da altri eventi alluvionali. I ‘nuovi insediamenti’ non rientrano nella nostra politica, ma certamente in alcuni piccoli borghi sovrastati da pendici vi sono situazioni non sanabili proprio per la conformazione geo-morfologica e, quindi, si dovranno trovare soluzioni abitative diverse, ma sempre, se possibile, nei comuni di appartenenza”.

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