Nizza. Finanziati dalla Regione i progetti per il recupero del patrimonio boschivo

NIZZA DI SICILIA. Sono stati ammessi a finanziamento i progetti dell’Amministrazione comunale che puntano a recuperare e rendere pienamente fruibili 40 ettari dei complessivi 227 del patrimonio boschivo comunale. L’ambizioso piano ha avuto il via libera dall’assessorato regionale Risorse agricole. Il decreto con la lista dei progetti approvati è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione e riguarda, nello specifico, la linea di azione 7.2b “Interventi infrastrutturali per emergenze ambientali, idrogeologiche e completamento di reti di distribuzione dell’energia” del Programma attuativo regionale Fas 2007/2013. Nizza di Sicilia ha fatto il pieno riuscendo ad ottenere l’ammissibilità a finanziamento per i due progetti presentati al vaglio dell’assessorato: il primo è relativo alla “Riqualificazione boschiva attraverso interventi di imboschimento, prevenzione degli incendi e dell’erosione del suolo nelle contrade Fossa Tovaglia, Cicirata e Acqua Monaco”, il secondo riguarda, invece, “Lavori di recupero di formazioni boschive attraverso la realizzazione di infrastrutture per una corretta fruizione del bosco”, nelle stesse contrade. Erano state 161 le istanze presentate, di queste ne sono state ammesse appena 34 mentre 134 sono state bocciate. Nella cittadina jonica dovrebbero arrivare circa 640mila euro. Il piano, redatto dall’agronomo Gianluca Mazzaglia e dall’arch. Carmela Molonia, prevede, tra le altre cose, la rinaturalizzazione con essenze autoctone in sistemi misti conifere e latifoglie; il recupero della biodiversità in aree ad alto valore ecologico e naturalistico; l’adozione di tecniche di ingegneria ambientale per la gestione sostenibile del territorio; la fruizione sociale del bosco attraverso il ripristino di una rete sentieristica accompagnata da interventi a fini didattici e ricreativi; il perseguimento delle finalità contenute nella programmazione forestale regionale. Si tratta, in sostanza, di opere finalizzate al raggiungimento di un equilibrio ecologico oggi messo in discussione da anni di abbandono delle aree durante i quali gli impianti, sia artificiali che naturali, non hanno ricevuto le necessarie cure.

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