Furci Siculo. Il Comune rivendica l’autonomia del Polo scolastico

FURCI SICULO –  L’amministrazione comunale non intende rinunciare all’autonomia del polo scolastico di Furci che, dalla scuola dell’infanzia all’Istituto d’istruzione superiore, conta oltre 800 alunni. Le preoccupazioni riguardano non solo le istituzioni scolastiche e l’esecutivo municipale, bensì l’intera comunità furcese. E derivano dalle ultime decisioni assunte dal governo nazionale in materia di politica scolastica, che puntano alla razionalizzazione e al dimensionamento. Sull’argomento, la Giunta comunale ha deliberato di chiedere agli uffici scolastici della provincia di Messina e all’assessorato regionale competente, prioritariamente per l’anno scolastico 2012-2013, l’istituzione, mediante verticalizzazione, di un Istituto omnicomprensivo costituito da una scuola dell’infanzia, una primaria, una secondaria di 1° grado e una secondaria di 2° grado. Il tutto finalizzato al mantenimento dell’autonomia e della solidità dell’attuale istituto comprensivo nel rispetto di quella logica continuità non solo educativa ma anche storico-economica che, da oltre un cinquantennio, caratterizza il nostro Comune e la geografia scolastica dell’intero territorio». Lo stesso giorno in cui la Giunta ha deliberato in questa direzione, al Comune è giunta una nota della segreteria provinciale della Cisl scuola, a firma del segretario generale Laura Fleres, indirizzata all’assessore alla Pubblica istruzione, Ninuccia Foti. In essa viene specificato che l’istanza – già precedentemente avanzata dal sindaco, Bruno Parisi – «non sia in linea con le indicazioni dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione. Essa prevede espressamente – aggiunge la Fleres – che la costituzione di istituti di diverso ordine e tipo va realizzata nei casi in cui sia indispensabile per garantire la permanenza della sede dell’istituzione scolastica nell’ambito territoriale di riferimento, mantenendone di norma l’autonomia e la personalità giuridica». A suo avviso «la verticalizzazione proposta fa in ogni caso cessare l’autonomia di una delle due scuole – probabilmente il comprensivo, già oggi sottodimensionato – mentre l’altro istituto, che conta più di 500 alunni, può sussistere con l’autonomia attuale».

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