Unione Valli joniche, conclave con fumata nera sull’elezione del presidente

S. TERESA DI RIVA – Alla fine del conclave è giunta l’ennesima fumata nera. I consiglieri dell’Unione dei Comuni delle Valli joniche dei peloritani non riescono a trovare l’intesa su un candidato alla presidenza dell’assemblea in grado di coalizzare la maggioranza dei voti. Si confidava nell’esito di una riunione informale, fissata per venerdì sera. All’appuntamento hanno risposto solo 11 consiglieri su 31 (Carmelo Spadaro, Fabio Palella, Pablo Spadaro, Antonella Totaro, Elisa Ferraro, Domenico Saglimbeni, Nino Triolo, Peppe Meesa, Giulia Restuccia, Ettore Fleres e Claudio Sturiale). Troppo pochi per essere rappresentativi dell’intera assemblea, che lo scorso 21 ottobre si era spaccata assegnando 15 voti al roccalumerese Pablo Spadaro e altrettanti al rivale Carmelo Spadaro. I due restano ancora in corsa, ma si sta cercando di trovare un terzo candidato in grado di aggregare il maggior numero di consensi. Non sembra una operazione facile. Il consigliere anziano, Rosario Caminiti, ha annunciato che convocherà il Consiglio dell’Unione entro la fine della prossima settimana. Dovrà eleggere presidente e vice. La questione si è trasformata in un caso politico. I consiglieri presenti al conclave di venerdì hanno detto a gran voce “che questo è un affare interno al Consiglio e la politica deve restarne fuori”. Come dire, i sindaci dei dodici paesi che fanno parte dell’Unione non hanno alcun titolo ad entrare nel dibattito in corso. Ma la politica, a quanto pare, ci sta entrando. Ed in quanto esponenti politici i primi cittadini, non nella qualità di sindaco – sostiene qualcuno – potrebbero dire la loro. I giochi restano aperti. Tra i consiglieri, gli undici del conclave di venerdì hanno fissato delle linee guida che portano all’identikit del nuovo presidente: deve far parte di uno dei Comuni in cui non si voterà nel 2012 e non deve essere un neofita.

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