Fiumedinisi. La minoranza accusa il presidente di aver convocato il Consiglio arbitrariamente

FIUEDINISI – Non si è fatta attendere la risposta dei consiglieri di minoranza al presidente del Consiglio, avv. Alessandro Rasconà. E come abbiamo fatto con Rasconà, pubblichiamo integralmente la nota inviataci dai rappresentanti dell’opposizione Francesco Repici, Orazio De Francesco, Gaetano Ricca e Nino Maisano.
”Per dovere di informazione e di chiarezza nei confronti della comunità fiumedinisana, rispondiamo alla prolissa lettera del  presidente del consiglio comunale apparsa avant’ieri nella home page di Tele90.  Noi non abbiamo partecipato alla seduta consiliare del 31/10/2011, perché gli argomenti posti all’odg. non erano di competenza del Consiglio, come lei, presidente, e i suoi esperti in materia amministrativa potete dedurre analizzando l’avviso di convocazione. Per noi – si legge nella nota della minoranza – si è trattato solo di una nervosa trovata pubblicitaria. Adesso si tratta di vedere chi deve pagare le spese di una seduta consiliare arbitrariamente convocata e pubblicizzata dal presidente del consiglio alcuni giorni prima della notifica ai consiglieri. Ma andiamo con ordine. Sull’argomento delle tariffe (acqua, mensa scolastica e Tarsu), noi abbiamo presentato una interpellanza al commissario straordinario e una volta avuta la risposta, valuteremo i passi eventuali da compiere; per la tariffa dell’acqua, facciamo presente che da € 0,12 è passata a € 0,34 (+283%) quindi triplicata. O no?  Ovviamente ce ne sono altri di motivi, ma non riteniamo per il momento doverli esplicitare perché, a quanto sembra, ci dovrebbe essere un seguito giudiziario da noi non auspicato ma assolutamente non temuto. Una cosa allo stato è certa: noi non parteciperemo più a sedute consiliari senza la presenza del commissario straordinario e della stampa. Abbiamo contestato al presidente del Consiglio la partigianeria palese e documentata, nonché l’arbitrarietà delle sue iniziative che, in questi ultimi tempi, hanno destato in noi e in altri osservator non poca preoccupazione. Non abbiamo mai contestato – e ci mancherebbe altro!!! – il diritto dell’avv. Rasconà di fare politica, lasciando al suo libero arbitrio l’adozione di atteggiamenti ed espressioni che pur dovrebbero essere compatibili alla carica istituzionale che ricopre. Ma questa è un’altra cosa che ci  interessa tanto quanto. Vorremmo indurlo al ragionamento il presidente del Consiglio, anche partendo da posizioni contrapposte. Non proponiamo slogan – chiude il comunicato della minoranza – né riteniamo di parlare a vanvera in quanto tutto è supportato dall’oggettiva verità e da fatti precisi e concordant, verità e fatti che certamente non sono stati da noi costruiti e neanche alimentati”.

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