Messina. La Cisl chiarisce le idee alle amministrazioni pubbliche sull’utillizzo dei Lsu. Il ”caso” Scaletta Zanclea

MESSINA – La Cisl Funzione pubblica di Messina ha diffidato formalmente le Amministrazioni pubbliche, comprese le istituzioni scolastiche, a stipulare convenzioni con cooperative di servizio per l’utilizzo di lavoratori percettori di sussidio appartenenti al bacino dei lavoratori socialmente utili in quanto, come pubbliche amministrazioni, sono soggette alle regole vigenti in materia di affidamento di servizi e di manodopera.
“Le amministrazioni – sostiene il segretario generale della Cisl Fp Calogero Emanuele – procedono all’individuazione della cooperativa con scelta di carattere fiduciaria operando una scelta delle unità intuitu personae senza alcuna comparazione tra le Cooperative-Enti utilizzatori di unità LSU come risultano presso l’Assessorato Regionale al Lavoro e senza alcuno accordo preventivo e necessario con le Organizzazioni Sindacali”.
 “E’ opportuno – sostiene Emanuele – che le Pubbliche Amministrazioni si attengano scrupolosamente alla normativa vigente in materia sapendo che, in caso di difformi orientamenti, siamo pronti a presentare denuncia alle Autorità competenti”. Un caso è quello del Comune di Scaletta Zanclea che con la delibera n. 51 del 13.10.2011 ha disposto la proroga del Progetto L.P.U. n.8777/97 della Cooperativa  “Normanna’”  per l’utilizzazione di n. 5 unità sino al 31.12.2011. “Il comune di Scaletta – spiega il segretario della Cisl Fp – non può procedere alla stipula di nuove convenzioni perché vietate dalla legge, soprattutto in assenza del previsto preventivo accordo e/o protocollo di intesa con le Organizzazioni Sindacali in merito ai servizi affidati e ai criteri di selezione delle unità da impegnare.Tali progetti – spiega ancora Emanuele – con l’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2000 sono da ritenersi superati e, in ogni caso, vanno osservate le procedure previste dalla legge e nello specifico il parere della Commissione regionale per l’Impiego”. La Cisl Fp evidenzia come, con tali anomale convenzioni, oltre a configurarsi la fornitura di manodopera in contrasto con le leggi e le norme vigenti in materia di divieto di interposizione di manodopera, viene violata la normativa vigente in materia di affidamento di forniture di beni e servizi. La Cisl Funzione Pubblica ha investito della vicenda le Istituzioni regionali e provinciali preposte, compresa la Procura della Corte dei Conti, per intervenire in merito alle determinazioni assunte da varie Amministrazioni.

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