Messina. Furti in appartamento, tre giovani in manette. Uno è di Scaletta Zanclea

 MESSINA – Agivano indisturbati da tempo, visitando gli appartamenti della Messina “bene” ed il bottino assumeva proporzioni faraoniche colpo dopo colpo: professionisti del flex, maghi della fiamma ossidrica, giovani ed insospettabili. Intervenivano in tre, uno dei quali residente a Scaletta Zanclea, gli altri due a Messina. Ieri mattina li ha attesi un risveglio inaspettato: i carabinieri hanno bussato all’alba alla porta di casa dei giovani messinesi per eseguire a loro carico delle ordinanze di misura cautelare. Il provvedimento riguarda Vincenzo Quattrocchi, 22 anni, il coetaneo Alex Mangano e il 19enne scalettese Francesco Cifalà.  I tre sono stati rinchiusi presso le carceri di Messina e Mistretta.
 Il provvedimento di custodia, emesso dal Gip del Tribunale di Messina, Walter Ignazitto, su richiesta del Sostituto procuratore della Repubblica, Diego Capece Minutolo, che ha coordinato le indagini, riepiloga le risultanze di una intensa attività investigativa condotta dai militari della stazione carabinieri di Messina Arcivescovado, supportati dai colleghi del Nucleo operativo della Compagnia  Messina Centro. Gli arrestati, uno dei quali era già stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria nell’agosto scorso per gli stessi fatti, sono ritenuti responsabili, in concorso tra di loro ed a vario titolo, di molteplici furti avvenuti per lo più a Messina nella scorsa estate, in particolare nel periodo da maggio ad agosto 2011. Le modalità erano sempre le stesse: i ladri, selezionata l’abitazione da colpire, manomettevano il sistema d’alarme e vi si introducevano forzando porte o finestre. Si erano impossessati di un fucile, di una spada Katana, di televisori, videocamere, denaro contante e soprattutto monili e preziosi in oro e argento per un valore complessivo quantificabile in oltre 130.000,00 euro. In un caso, dopo essersi introdotti più volte nello stesso appartamento, approfittando dell’assenza della proprietaria, in quanto ricoverata in ospedale, riuscivano a strappare dalle mura domestiche due casseforti portate via per poi forzarle presso l’abitazione di uno di loro utilizzando un flex e una fiamma ossidrica. La refurtiva, recuperata solo in parte dai carabinieri, veniva versata presso diversi esercizi di compravendita di oggetti preziosi ove gli esercenti, ignari della provenienza illecita degli oggetti, acquistavano, inconsapevolmente, oggetti che, al di là del valore reale intrinseco, costituivano per i legittimi proprietari beni di irredimibile valore affettivo.
 

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