S. Teresa Riva. Approvata dalla Giunta l’istituzione del servizio di videoconferenza per i 12 Comuni dell’Unione Valli Ioniche

S. TERESA DI RIVA – Grazie alle nuove tecnologie, all’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei peloritani si abbattono tempi e distanze. La Giunta dell’Ente sovracomunale, che consorzia 12 Comuni da Sant’Alessio a Roccalumera, compresi quelli dell’hinterland, ha approvato l’istituzione del servizio di videoconferenza tra i Comuni membri e tra gli Enti non elettivi, in primo luogo le scuole. Il progetto prevede l’acquisto di un computer e di webcam, una per ciascun Comune, attraverso i quali si possono tenere le conferenze di servizio. Sindaci e assessori dell’Unione, prima di qualsiasi riunione collegiale, potranno dialogare informalmente tra di loro al fine di scambiare le singole esperienze e affrontare collegialmente le problematiche. «In fondo – sostiene il presidente dell’Unione, Gianni Miasi – stiamo entrando nel… ” futuro presente”, nella civiltà telematica che abolisce e annulla le distanze, permette di comunicare anche in video e di scambiare notizie. In tempi di riduzione dei costi della politica questo è, anche, un modo concreto per agire. E’ assurdo – prosegue Miasi – pensare che un funzionario o un dirigente, da Antillo debba portarsi a Santa Teresa o a Mandanici per consultarsi con il proprio omologo per le più svariate ragioni di ufficio, prime tra tutte lo scambio di informazioni, di esperienze, di buone pratiche. Così facendo si verificherà un notevole risparmio di tempo e di denaro della pubblica amministrazione». L’idea è nata proprio dalla necessità di abbattere le distanze tra i vari centri dell’Unione: si va dai comuni costieri a quelli collinari, i più distanti dei quali (Roccafiorita, Limina e Antillo) si trovano ad oltre venti chilometri dalla sede dell’Unione e dalla esigenza, obbligatoria per legge, di accorpare i servizi. «I comuni sotto i mille abitanti – ricorda il presidente – alla luce delle recenti disposizioni statali, sono obbligati, entro la fine del corrente anno, a trasferire ad una Unione, associandole, almeno due funzioni pena, in difetto, il venire meno di finanziamenti e di trasferimenti da parte della Regione e dello Stato. L’Unione – conclude Miasi – è sorta con tale essenziale scopo e rappresenta lo strumento giuridico e politico per associare tali servizi senza fare torto a nessun Comune».

 

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