Furci Siculo. Torrente Savoca, ultimati gli interventi di risagomatura

FURCI SICULO – Ultimata la prima parte di interventi legati alla risagomatura del torrente Savoca, che divide Furci e Santa Teresa Riva. «Adesso la frazione Calcare è più sicura» hanno commentato all’unisono l’assessore ai Lavori pubblici e il sindaco di Furci, Francesco Crinò e Bruno Parisi, al termine del sopralluogo avvenuto alla consegna dei lavori. Lo svuotamente del greto ha riguardato la parte a monte della borgata che sorge sulla sponda destra, Calcare, più volte minacciata dalla piena del fiume, in particolare in occasione degli eccezionali eventi meteo degli ultimi anni, quelli del 2007 e del 2009. Si dovrebbe riprendere l’anno prossimo per portare a compimento l’opera sino alla foce. Almeno questo è l’auspicio degli amministratori furcesi, che hanno coordinato le varie componenti interessate alla realizzazione degli interventi. «L’intervento di risagomatura dell’alveo – ha spiegato Crinò – limiterà pericoli che riguardano almeno un terzo degli abitanti di Furci, residenti in via Cesare Battisti e nella frazione Calcare. In occasione degli eventi alluvionale del 2007 e del 2009 – ha ricordato l’assessore – il Savoca stava per esondare. Bisogna tener conto che parliamo di un torrente particolare, che scorre su un livello superiore rispetto a quello del centro abitato». I lavori sono stati eseguiti con mezzi e uomini dell’Ente sviluppo agricolo sotto l’egida della Protezione civile, che ha coperto le spese (contenute) di carburante e movimento terra. Sono stati rinforzati gli argini ed è stata svuotata la parte centrale dell’alveo. Gli interventi sono durati un mese.
L’iter era iniziato i primi di settembre con un sopralluogo eseguito dall’ing. Rosario Oliva in rappresentanza del Dipartimento regionale di Protezione civile, dal geom. Santino Fruga dell’Esa (Ente sviluppo agricolo) e dall’ing. Francesco Crinò, assessore ai Lavori pubblici al Comune di Furci. Quest’ultimo consegnò ad Oliva e Fruga una documentazione cartografica in cui si evidenziavano i rischi, in particolare all’altezza dell’abitato della frazione furcese di Calcare, che sorge a monte dell’abitato di Furci.

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