Giardini Naxos. Chiesto giudizio immediato per l’ex consigliere del Pdl Sterrantino e Camillo Brancato accusati di concorso in concussione aggravata

MESSINA – Giudizio immediato è stato chiesto dal sostittuto della Dda Fabio D’Anna alla Procura ordinaria per Salvatore Sterrantino, ex consigliere e capogruppo del Pdl del comune di Giardini Naxos, e Camillo Brancato il quale, secondo i carbinieri è referente del clan mafioso catanese dei Laudani. I due sono accusati di concorso in concussione aggravata per aver agevolato l’associazione mafiosai. I fatti risalgono a giugno scorso quando i carabinieri sorpresero e arrestarono Sterranino mentre intascava una tangente di duemila euro versata da un imprenditore edile per ottenere in tempi celeri il pagamento per lavori di ampliamento del cimitero di Giardini Naxos. Brancato si era costituito una settimana dopo l’arresto dell’assessore Sterrantino.
Come si ricorderà, lo scorso 21 giugno, i carabinieri della Compagnia carabinieri di Taormina, nell’ambito di articolate indagini in corso da diverso tempo e relative a presunti abusi nella gestione della cosa pubblica giardinese, a seguito di un servizio di appostamento, avevano sorpreso Sterrantino mentre riceveva da un imprenditore una busta contenente 2.000 mila euro in contanti. L’imprenditore, bloccato immediatamente dopo le fasi della “consegna”, inizialmente aveva negato tutto ma, stante l’evidenza dei fatti e sotto le incalzanti domande dei carabinieri, alla fine era stato costretto ad ammettere che quei soldi gli erano stati chiesti quale compenso al fine di ottenere celermente dal Comune di Giardini le spettanze per lavori svolti nel cimitero. I carabinieri avevano così proceduto all’arresto in flagranza di reato  di Sterrantino, poiché ritenuto responsabile di concussione, ma gli approfondimenti investigativi dei militari dell’Arma di Taormina avevano poi permesso di individuare anche un complice, Camillo Brancato, il quale, si era qualificato come referente del clan dei Laudani avrebbe concorso nel reato di concussione, con l’aggravante di essersi avvalso della forza intimidatrice derivante del sodalizio mafioso di appartenenza. Le solide risultanze investigative conseguite dai carabinieri di Taormina, riferite ai magistrati della Procura della Repubblica e della locale Direzione distrettuale Antimafia di Messina, avevano permesso di avanzare la richiesta di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi emessa dal Gip Antonio Francesco Genovese su richiesta dei Pm Fabio D’Anna e Fabrizio Monaco. Secondo quanto riportato nel provvedimento cautelare, emerge chiaramente che il consigliere comunale Salvatore Sterrantino avrebbe incontrato l’imprenditore alla presenza di Camillo Brancato e, quest’ultimo, proprio per convincere l’imprenditore, si sarebbe presentato come esponente del clan mafioso catanese dei “Mussi di Ficurinnia”.

 

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