Pagliara. Parcella da 470 mila euro da pagare, accuse reciproche tra maggioranza e minoranza

PAGLIARA – Botta e risposta tra i consiglieri di minoranza Domenico Prestipino, Andrea Pitrolo e Rosario Totaro e il presidente del civico consesso, Sebastiano Gugliotta, in merito ad un debito di oltre mezzo milione di euro, per un antico esproprio, che il comune di Pagliara è stato condannato a pagare. I tre dell’opposizione accusano sindaco e amministrazione di aver tenuto nascosto quel debito e di non aver accettato la richiesta di accantonare le somme dell’avanzo di amministrazione per ripianarlo.
Il presidente ha ribattuto punto su punto. «L’amministrazione – ha esordito Gugliotta – non ha mai nascosto nulla ed ha sempre agito con la massima trasparenza. Al momento sta procedendo all’istruttoria per il riconoscimento del debito fuori bilancio originato da una sentenza che ha condannato il Comune di Pagliara per un’espropriazione risalente agli anni ’70».
L’Ente locale dovrà corrispondere ai proprietari circa 530mila euro, facendo fronte con l’accensione di un mutuo, non essendovi in Bilancio somme disponibili per una simile copertura. «Le osservazioni della minoranza – incalza il presidente del Consiglio – sono gratuite in quanto l’avanzo di amministrazione 2010 (di appena 130mila euro), era insufficiente ad estinguere alcunché. Tra l’altro l’amministrazione, essendo il riconoscimento del debito in itinere, ha ritenuto di destinare parte di quest’avanzo per scelte prioritarie di investimento non rinviabili». Quali, ad esempio, l’acquisto di uno scuolabus per il trasporto degli alunni, in quanto quello in uso è ormai obsoleto ed usurato e non garantisce più l’incolumità dei passeggeri. «Per il debito – specifica il massimo esponente del consesso – il Comune dovrà pagare di rivalutazione monetaria e di interessi una somma pari a 470mila euro circa: maturata in quasi quarant’anni. Durante i quali si sono succedute diverse amministrazioni – fa notare il presidente dell’assemblea – con la peculiarità della perenne presenza, però, del capogruppo dell’opposizione, Domenico Prestipino: come consigliere, assessore ai Lavori pubblici, presidente del Consiglio e anche sindaco. E intanto il debito lievitava».

 

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