Giampilieri. A due anni dalla tragica alluvione, Lombardo: ”Saranno completati tutti gli inteventi di messa in sicurezza del territorio”

GIAMPILIERI (Messina) –  “Assumiamo l’impegno di portare a termine tutte le opere per la messa in sicurezza dei territori affinche’ i cittadini possano sperare in un domani migliore e possano sentirsi giorno per giorni piu’ sicuri”, lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, prendendo parte alle iniziative a Giampilieri Superiore in occasione del secondo anniversario dell’alluvione del 1. ottobre 2009, che colpì Giampilieri Superiore, Scaletta Zanclea, Molino, Altolia, provocando la morte di 37 persone travolte dal fango.
Lombardo ha poi fatto il punto sulle risorse finanziarie: “I cantieri aperti sono numerosi e altri saranno avviati a breve.
Rispetto alle somme che sara’ possibile attingere dai fondi Fas, che non sono risorse aggiuntive rispetto a quello che spettano alla Sicilia, probabilmente serviranno ulteriori stanziamenti. Il contesto economico non ci aiuta – ha continuato Lombardo – le manovre che si sono susseguite una dopo l’altra hanno imposto pesanti tagli al bilancio regionale ma posso assicurare che ogni intervento che sara’ necessario realizzare verra’ portata a termine. La Regione – ha concluso Lombardo – ha manifestato giorno per giorno, e continuera’ a farlo, massima vicinanza agli abitanti dei
territori colpiti da questa tragedia, attraverso l’apporto e la presenza degli esperti della Protezione civile, del Genio Civile e dei miei diretti collaboratori”.
Corrado Manganaro, presidente del comitato di cittadini di Giampilieri dice: ”Dei circa 420 milioni di euro che servono per la messa in sicurezza di tutti i paesi colpiti dall’alluvione, sono stati stanziati solo 229 milioni. Quasi tutti i fondi sono arrivati dalla Regione, il governo Berlusconi ha fatto poco. Lo Stato ci considera cittadini di serie B”.
Di quel 1. ottobre 2009, rimane il dolore e la vista del fango sulle case, dentro le case, sui corpi, fango in bocca e poi giù per le strade e su per i palazzi. Fango dalle montagne. Fango nel mare e nei ruscelli. Anche il cielo, ancora oggi, talvolta sembra di fango. Fango nel cuore. Quel giorno il cielo si è tinto di fango a Scaletta, Briga, Molino, Pezzolo, Altolia, Itala, Giampilieri. Quel fango è entrato nel cuore dei sopravvissuti.

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